FIREFORCE – March On

 
Gruppo: FireForce
Titolo:  March On
Anno: 2011
Provenienza:  Belgio
Etichetta: 7hard Records
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TRACKLIST

  1. Coastal Battery
  2. The Only Way
  3. Firestorm
  4. Horus (Bringer Of Order)
  5. 1302 – Battle For Freedom
  6. Moonlight Lady
  7. Annihilation
  8. Fly Arrow Fly (Crécy 1346)
  9. Mona Lisa
  10. Hold Your Ground
  11. Born To Play Metal
  12. Metal Rages On
DURATA: 50:25
 

Parlare di power metal oggi mi causa orticaria, se penso che c'è gente che suona pop melodico spacciato per musica del genere mi viene male, per fortuna ogni tanto ti capita sottomano la chicca e stavolta sono i belgi Fireforce ad alimentare le mie speranze sulla non morte di uno stile flagellato da ragazzini sdolcinati.

Il gruppo è di quelli che più derivativi non si può, eppure con un disco come "March On" non si può rimanere impassibili: Judas Priest, Iron Maiden, Helloween e Grave Digger formano la solida base del suono volutamente speed, volutamente tagliente, affilato come un rasoio. Le chitarre a dir poco macinano, nessun giro di parole, solo tanti fatti trasportati in note, esaltati dall'ottima prova dietro il microfono di Flype, anch'egli contestualmente ricollegabile a molti colleghi più noti, che con la dovuta grinta e rabbia si pone sui pezzi e supportati in chiave solistica dalla partecipazione in veste di ospite del chitarrista dei Mystic Force Costantine, musicista fra le altre cose ex degli ellenici Descending e Nightrage.

"March On" è uno di quegli album che non si fa mancare proprio nulla, ci sono i pezzi da battaglia ("Coastal Battery", "1302 – "Battle For Freedom", "Fly Arrow Fly", "Annihilation"), il ritornello che ti rimane in testa ("Born To Play Metal"), le fasi più epiche inneggianti divinità ("Horus"), il brano che mette in mostra le doti del cantante ("Mona Lisa") e l'immancabile strumentale ("Metal Rages On").

Tutti i cliché sono stati dovutamente rispettati, sono le qualità della formazine in chiave di composizione e vitalità a far sì che un'esposizione così classica e dettagliatamente celebrativa non divenga una triste parodia del già sentito. A incorniciare poi un quadro ben dipinto si aggiungono una produzione che rasenta la perfezione e una veste grafica, a cura di Eric Philippe (Mob Rules, Riot, Rhapsody), che incarna appieno la natura guerrigliera del disco. Solido e divertente.

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