FIRTAN – Okeanos

Gruppo:Firtan
Titolo:Okeanos
Anno:2018
Provenienza:Germania
Etichetta:Art Of Propaganda
Contatti: Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Seegang
  2. Tag Verweil
  3. Nacht Verweil
  4. Purpur
  5. Uferlos
  6. Siebente, Letzte Einsamkeit
DURATA:40:27

Approcciare Okeanos è molto complicato. Da un lato c’è l’indubbia qualità messa in campo dai Firtan e dal loro cantante, chitarrista, tastierista e principale compositore Phillip Thienger. Dall’altro c’è un’ostentata voglia di stupire e sorprendere l’ascoltatore a ogni occasione, che ricorda pericolosamente artisti come gli Ebonylake: capaci, brillanti, eppure vittime della propria smania di fare.

Il quartetto tedesco pratica un gioco molto pericoloso, e riesce quasi sempre a sfangarla. Quasi. Perché poi ci sono i momenti in cui Okeanos ti porta a distrarti, a causa delle sue troppe, eccessive variazioni. Un momento stai ascoltando un album black quasi sporcato di folk e neofolk che vorrebbe ricordare gli Empyrium più recenti (per la cronaca, Schwadorf in cabina di produzione, e non è un caso), il momento successivo ti ritrovi catapultato in un vortice di traiettorie storte e arzigogolate degne di Ihsahn in un giorno in cui si è svegliato male. Poi ci sono i violini, i riff, le voci cantate, quelle pulite, gli inserti atmosferici e tutto ciò che può venire in mente di allegare; e questo tutto è davvero tanto, a volte troppo.

D’altronde è altrettanto evidente la cura che i Firtan hanno avuto nel confezionare il loro secondo album, e sarebbe assolutamente ingiusto porre il quartetto alla stregua delle tante, troppe formazioni anonime che infestano il panorama estremo nel 2018: il lavoro su Okeanos è stato certosino e si sente, addirittura si vede, visto che per “Nacht Verweil” è stato anche girato un video molto evocativo e boscoso. I Firtan hanno personalità, hanno preso la lezione e l’estetica dei suddetti Empyrium, degli Imperium Dekadenz e di tutta la combriccola teutonica del sud (i Nemesis Sopor, per dirne uno), tra romanticismo e Foresta Nera, e hanno iniziato ad aggiungere. E aggiungere. E aggiungere.

L’avantgarde metal non è mai stato un genere particolarmente digeribile, e nel caso dei Firtan meno che mai. Il problema in questo caso non sono tanto le strutture complesse, bensì il quantitativo di cose diverse messe insieme, che finiscono per minare l’organicità di un disco che avrebbe potuto essere clamoroso. Thienger e i suoi probabilmente se ne sono resi conto, perché il brano scelto per il video è proprio l’esempio di maggior coesione tra i sei dell’album, il pezzo facile, che comunque cambia tempo e riferimenti e direzione almeno trentadue volte in sei minuti.

Dunque, un lavoro davvero complicato da assimilare, ma allo stesso tempo affascinante e molto pensato. In futuro togliere un po’ di tutta la carne messa sul fuoco questa volta garantirebbe ai Firtan un’accessibilità di gran lunga superiore, senza minarne la profondità. Per ora una band destinata ad ascolti impegnati e attenti, libretto alla mano e cervello fresco.

Facebook Comments