FLESHDOLL – Feeding The Pigs

 
Gruppo: Fleshdoll
Titolo:  Feeding The Pigs
Anno: 2013
Provenienza: Francia
Etichetta: Great Dane Records
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TRACKLIST

  1. Feeding The Pigs
  2. Collateral Murder
  3. A Feast For The Rats
  4. The Wolf
  5. Dead Monochrome
  6. The Hollow Men
  7. The Shadow Of A Man
  8. Ecstatic Random Carnage
  9. King Of Patusan
  10. North Sentinel Island
DURATA: 38:36
 

Tirarsi fuori dalla massa è un bell'impiccio. In un mondo metal inondato di band similari per fattezze, è difficile individuare i criteri che dovrebbero guidarci fra un disco e l'altro. Tutto è già stato inventato e sviscerato, la differenza a questo punto dovrebbero quanto meno farla la qualità della composizione, la sua esposizione e le emozioni trasmesse.

Ho fatto questa breve premessa in quanto dopo aver assimilato "Feeding The Pigs", l'ultimo disco dei francesi Fleshdoll, continuo a essere indeciso se considerare la prova sufficiente o ben più meritevole di approfondimenti successivi. Da un lato pare che questo dubbio venga sciolto dall'approccio compatto, arrembante e discretamente bilanciato della mistura death metal proposta, capace di coniugare soluzioni vecchia scuola e attitudine odierna; dall'altro invece trova motivo di esistere a causa della poca convinzione espressa dai pezzi nelle fasi in cui l'incedere ritmico si allenta e nella composizione che talvolta tende ad appiattirsi nei toni.

La proposta dei transalpini sa essere una bella botta e ogni tanto strizza l'occhio a situazioni musicali melodiche che le conferiscono una fruibilità considerevole. È un ascolto adrenalinico che garantisce "scapocciate" frequenti, come dimostra la tripletta composta da "Collateral Murder", "The Wolf" e "Dead Monochrome". In altrettanta maniera si difende bene anche grazie alla discreta propensione all'inserimento atmosferico, che garantisce un vantaggio a esempio nella insalubre esecuzione di "Ecstatic Random Carnage", ma non riesce ugualmente a scrollarsi di dosso quella sensazione d'appiattimento che la colpisce quando i giri del motore non mantengono velocità sostenute.

Questi Fleshdoll rientrano ancora nella categoria degli operai, in quel limbo che ingabbia formazioni con potenziale e attaccamento al genere, capaci di confezionare uscite piacevolmente valide, tuttavia non in grado di sfondare il muro che le separa dal paradiso per la mancanza di quel quid che faccia realmente la differenza. Un giro nello stereo non lo si nega a "Feeding The Pigs", però al momento di aprire il portafogli i nomi sui quali puntare in prima battuta sono sicuramente altri.

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