FLESHRED – Bloodtorn

 
Gruppo: Fleshred
Titolo: Bloodtorn
Anno: 2011
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
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TRACKLIST

  1. Into The Blood
  2. Total War
  3. Merciless Words
  4. When All Fades
  5. No Deliverance
  6. Believer
  7. Babylonian Dream
  8. The Halls Of Tormented Flesh
  9. God Killer
  10. Death Of A Different Kind
  11. Death Fountains
  12. Holy Asphyxiation [traccia bonus]
DURATA: 50:44
 

Un vero e proprio mattatoio sonoro: è ciò che propongono i finlandesi Fleshred con il debutto "Bloodtorn". Il nome vi risulterà magari non molto conosciuto, eppure la formazione vanta membri di gruppi che avrete già sentito nominare quali Gloomy Grimm, Twilight Opera, Ghoul Patrol e The Scourger, non si tratta quindi di ultimi arrivati e lo si sente.

È furia ed è di stampo svedese anni Novanta, ascoltare le chitarre che macinano già dalle prime note della traccia posta in apertura "Into The Blood" vi condurrà alla mente gruppi quali Grave ed Entombed. Non si possono poi escludere gli Unleashed e per rimanere in Svezia, ma in ambito moderno, i Tormented potrebbero essere un discreto riferimento. Non vi fa gioire tutto questo?

Se si parlasse del solito album clone al mille per mille, in effetti due ascolti e via basterebbero, venendo liquidato facilmente. La fortuna del gruppo di Helsinki è quella di aver elaborato dei pezzi che, oltre spaccare crani a ripetizione, sono supportati da una produzione decisamente moderna, risultando freschi e non infiocchettati, riuscendo a mantenere vivo lo spirito vecchia scuola, trasportandolo però nel 2011. Ci sono riusciti in tanti? Non proprio… L'esempio sta nella mazzata inferta dalla scalpitante "Total War", dal piazzato mid-tempone "Babylonian Dream", nell'atmosfera putrescente e dilatata che ammorba condensata in "Merciless Words" e "When All Fades", nelle belle esecuzioni solistiche fissate all'interno di "God Killer" e "Death Of A Different Kind" e nell'avere come traccia bonus "Holy Asphyxiation", una canzone valida e non il solito riempitivo che infilano in tanti per far numero.

Questa massa di musica offre vibrazioni anni Ottanta e Novanti evidenti, esaltate dalla prova dietro il microfono di Pekka Okuloff, bravo a destreggiarsi in un growl/scream roco e ruvido, alternando le due fasi con fare diligente. Ripeto: se non avessimo dei suoni puliti e definiti in maniera così netta, si potrebbe pensare a un'uscita dell'epoca. Ovviamente come ogni medaglia ha anche il suo risvolto non totalmente positivo, la carenza di personalità e sopratutto di un suono che si possa definire proprio è una pecca riscontrabile nella quasi totalità delle uscite del filone; d'altro canto la passione e la violenza sprigionate fanno pendere la bilancia verso un'assoluzione a tale reato, a tanti abbuonato anche ingiustamente.

"Bloodthorn" è un debutto che fa rizzare le antenne, vi invita all'ascolto e a segnare il nome di una band, i Fleshred, che continuando di questo passo troverà di sicuro il modo di far parlare e bene della propria musica. Ben fatto ragazzi.

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