Fleshvessel - Bile Of Man Reborn

FLESHVESSEL – Bile Of Man Reborn

Gruppo:Fleshvessel
Titolo:Bile Of Man Reborn
Anno:2020
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. Bile Of Man Reborn
DURATA:24:43

Copertina coloratissima e marcescente, strumentazione che include un cuatro portoricano, strumenti a fiato e basso fretless: tanti indizi che portano alla prova definitiva dell’ascolto di Bile Of Man Reborn, minaccioso EP firmato Fleshvessel, che ha stuzzicato la mia curiosità anche per il fatto di essere un monotraccia da quasi venticinque minuti. Capitanati dal portoricano Alexander Torres, con un passato abbastanza recente in altre formazioni dedite al prog-death, questo quintetto variopinto ha messo insieme un lavoro multiforme e ispirato, finito come da copione nel già nutrito repertorio della I, Voidhanger.

Basta un passaggio nel lettore per individuare tutte le coordinate che Torres e compagni utilizzano per viaggiare, e farci viaggiare, con la loro musica. Sul versante metallaro troviamo gli spettri di due nomi di culto del death metal sperimentale: la pazzia allucinata degli olandesi Phlebotomized, e l’ambizione compositiva dei finlandesi Demilich; poi c’è un’altra sfaccettatura, quella ancora più tecnica e ricca di cromatismi del progressive metal e della fusion, che vede tanto negli svolazzi di chitarra e di flauto un chiaro riferimento ai giganteschi Mahavishnu Orchestra.

A livello tematico e nelle intenzioni della band, Bile Of Man Reborn vuole rappresentare i tempi di rabbia, confusione e sofferenza che stiamo vivendo; il risultato è proprio un’esplorazione musicale sofferta e confusa, piena di contrasti e dicotomie che cercano di compenetrarsi senza mai riuscirci fino in fondo. A fare da collante fra le anime metallico-elettrica e acustica c’è un efficace lavoro di tastiere, capace di tenere in piedi l’arzigogolato sistema di contrappesi dei Fleshvessel sia agendo sullo sfondo che dialogando insieme alle chitarre nelle parti solistiche.

Bile Of Man Reborn non è un disco semplice, ma è bello e interessante che la I, Voidhanger abbia deciso di dare fiducia ai Fleshvessel facendoli esordire così, dal nulla, con venticinque minuti di death metal che guarda davvero oltre, e cerca di esorcizzare tutto ciò che di negativo c’è in quest’esistenza con degli sparuti, ma comunque significativi, barlumi di speranza.

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