FLESHWORLD – Like We’re All Equal Again

 
Gruppo: Fleshworld
Titolo:  Like We're All Equal Again
Anno: 2013
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Unquiet Records
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TRACKLIST

  1. Like We're All Equal Again
  2. Hereinafter
  3. Chant Of Many Voices
  4. Dust Eater
  5. The Collapse
  6. The Infinite
DURATA: 45:34
 

Debuttano per Unquiet Records, interessante etichetta polacca di recente fondazione, i cracoviani Fleshworld, gruppo che si muove in tutto e per tutto lungo la linea di confine tra sludge e post-rock. A volte spostandosi verso uno, a volte spostandosi verso l'altro, il quintetto continentale riesce perfettamente ad amalgamare due generi spesso considerati e trattati separatamente, ma in realtà vicini e complementari come pochi altri.

La musica di "Like We're All Equal Again" è solida e compatta: pezzi lunghi e mastodontici che riescono nella (spesso non facile) impresa di mantenere alto il grado di interesse grazie a questo continuo spostamento di baricentro da un genere all'altro, alternando imponenti e atmosferiche parti strumentali ad atmosfere dense e rarefatte su cui il cantato di Tytus Kalicki può distendersi in tutta la sua ruvidità. A proposito di quest'ultimo, vale la pena segnalare (oltre al fatto che è il proprietario della Unquiet Records stessa) la grande varietà di stili in grado di interpretare, anche alla luce di quanto fatto recentemente coi Banisher.

Il ritmo non si alza mai eccessivamente, come la scuola sludge insegna, ma quando le chitarre si incattiviscono e irrobustiscono i Fleshworld colgono nel segno e impacchettano riff di rara efficacia, eppure allo stesso tempo sanno perfettamente quando allentare la presa e concedere respiro a tutti gli elementi della propria musica, senza tirarla troppo per le lunghe né fare le cose di fretta. Va da sé che l'attenzione è principalmente catalizzata dalle due chitarre di Kuba Leszko e Mateusz Szczurek, tuttavia dove il quintetto riesce davvero a raggiungere i risultati migliori è, una volta di più, nella naturalezza con cui riesce a cambiare registro, nell'organicità con cui intreccia grida e bordoni con effetti e chitarre post-rock della prima e dell'ultima ora. God Is An Astronaut incontrano Cult Of Luna, senza nessuna forzatura e tutto condito da una vena fatalista a permeare gli asciutti e minimali testi.

I Fleshworld non vi cambieranno la giornata, ma sicuramente la renderanno più piacevole. O più disperata e senseless, a seconda dei punti di vista.

Per dovere di cronaca, sappiate che l'edizione fisica di "Like We're All Equal Again", un elegante digipak con un libretto ben nutrito, è limitata a trecento copie soltanto.

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