FLOORSHOW – Son Of A Tape

FLOORSHOW – Son Of A Tape

Informazioni
Gruppo: Floorshow
Titolo: Son Of A Tape
Etichetta: Bloodrock Records
Provenienza: Italia
Contatti: myspace.com/floorshowmusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. Playback
2. Meet The Monsters
3. The Agony Of A Ballet
4. No Contact
5. Total Recall
6. Fortress
7. Shestaya Chast Mira
8. Sometimes I Forget
9. Confidence
10. Paranoia Paradise

DURATA: 35:29

Devo esser sincero, non sono un’appassionato della scena dark-wave anni Ottanta o di quella che veniva definita l’era del post-punk, però formazioni come Bauhaus e i primissimi Christian Death quelli dell’accoppiata “Only Theatre Of Pain” e “Catastrophe Ballet” insieme ai Joy Division e il punk di gente come i Ramones, The Damned, The Strangled e l’horror punk dei Misfits sono stati ascolti che per un motivo o l’altro mi han fatto compagnia in più di un’occasione e quindi stato particolarmente gradito l’incontro con la realtà dei Floorshow che da molte di queste band e da una sottile vena glam seventies probabilmente derivante dal “Duca Bianco” David Bowie si è lasciata inspirare per realizzare “Son Of A Tape” album di debutto rilasciato sotto l’egida ala della genovese Blood Rock.
Trentacinque minuti tutt’altro che raffinati quelli che ci vengono spiattellati, tanta adrenalina, emozioni contrastate che sprigionano quell’alone nero e decadente caratteristico del periodo eighties si fanno strada in una tracklist colma di episodi che scuotono l’interesse partendo in quarta con la sfuriata punk di “Playback”, accattivando con le melodie consumate dalla sofferenza inquietante di “Total Recall”, mostrando la parte melanconica obliante che rendeva uniche le prestazioni dei Joy Division in “Fortress” e pescando dal proprio passato attingendo dal secondo ep omonimo da cui vengono estratti i brani “The Agony Of Ballet” e “No Contact” con quest’ultima che riporta alla mente le sonorità dei “veri” Christian Death.
E’ volutamente anacronistico, retrò ma con gusto “Son Of A Tape”, esalta il malessere di una generazione, quella ottantiana che continua ad avere fedeli proseliti e canzoni come “Meet The Monsters” e “Sometimes I Forget” attraversate da influssi carichi di alienazione mentale e continuo disagio rincarano la dose d’instabilità che dopo aver raggiunto l’apice dei propri effetti scema con le ultime note di “Paranoia Paradise” rivisitazione della canzone incisa originariamente da Wayne County & the Electric Chairs band americana che non vide mai pubblicati nella terra d’origine, i puritani U.S.A., i propri album, fu la piovosa Londra ad ospitare la formazione capitanata dal transessulae Wayne conosciuto più tardi come Jayne County.
I Floorshow e “Son Of A Tape” sono ciò che gli appassionati di death rock e post-punk cercano, quattro musicisti compositivamente ispirati e con una spiccata personalità e un lavoro che scorre genuino ed è perfetto oltre che da ascoltare, da ballare, non vi resta dunque che farlo vostro.

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