FLOURISHING – The Sum Of All Fossils | Aristocrazia Webzine

FLOURISHING – The Sum Of All Fossils

Gruppo: Flourishing
Titolo: The Sum Of All Fossils
Anno: 2011
Provenienza: Stati Uniti D’America
Etichetta: The Path Less Traveled Records
Contatti: Facebook  Spotify
TRACKLIST

  1. A Thimble’s Worth
  2. The Prospects Of Rejection
  3. By Which We’re Cemented
  4. In Vivid Monochrome
  5. Momentary Senses
  6. Fossil Record
  7. Summary
  8. As If I Bathed In Excellence
DURATA: 43:57

Si ha bisogno forzatamente di novità per avere fra le mani un gran disco? La risposta è no. Si ha però bisogno che l’album in questione goda di una spiccata personalità e di una composizione che ti dia la possibilità di metterlo su più e più volte senza annoiarti? La risposta è assolutamente sì.

Non si può negare che spesso anche prove canoniche di qualsiasi genere riescano a darci uno sfogo piacevole, incontrare però per la propria strada band che facciano la differenza è sempre un piacere, i Flourishing sono da inserire in tale sparuta schiera.

Il trio newyorkese formato da Garett Bussanick (voce, chitarra), Brian Corcoran (batteria) ed Eric Rizk (basso) è di quelle creature da prendere con le molle: dopo un solo EP, A Momentary Sense Of The Immediate World, in cui la natura death/grind del progetto era in evidenza, il 2011 ci porta a conoscenza di The Sum Of All Fossils.

La prima prestazione in versione full length prende una direzione non inaspettata ma inusuale, è una combinazione devastante di più stili e soluzioni estreme che si potrebbe riassumere citando una collisione fra Napalm Death, Godflesh, una jazz band e un camion musicale che rivoltatosi ha gettato sull’asfalto dosi massicce di post-hardcore, noise e spigoli doomish. È un delirio? Direi proprio di sì, e va bene così.

E’ un approccio frenetico, continuamente cangiante quello che i Flourishing mettono in atto, una cascata di riff che non seguono un percorso predefinito, si spezzano, si rimontano, cambiano la radice del sound pur restando coerenti a un assetto di base che fa proprio della diversità la sua forza motrice.

Ascoltando una dopo l’altra le canzoni noterete quanto sia indefinibile a priori una categorizzazione dello stile. È sicuramente una prestazione tecnicamente elevata quella insita in The Sum Of All Fossils, è contorniata da una costante presenza atmosferica che ha riferimenti “industriali” quanto più classicamente estremi del metal in genere. Inquietante, disturbata con quell’alternanza fra il porre all’orecchio rocciose mura sulle quali potersi arrampicare e deliri cervellotici stranianti, per cui follia, psichedelia e sezioni drone non vi sembreranno poi così casuali inserite in questo calderone.

Pezzi come “A Thimble’s Worth”, “The Prospects Of Rejection”, “In Vivid Monochrome” — bella la percezione esoterica trasmessa dalle note e le aperture di chitarra in clean che in essa risiedono —, “Fossil Record” e “As If I Bathed In Excellence” sono dei portabandiera di ciò che la band vuole emanare: una sensazione di instabilità, di essere appesi a un filo, che si dimostra in tutto e per tutto resistentissimo e adeguato a supportare il peso di un’elaborazione sonora complessa come quella prodotta in questo disco.

Ci troviamo di fronte al platter che può spaccare in due i consensi, un classico caso di o si ama o si odia: se siete fra quelli che nutrono una passione fervida per lavori che esulano dai canoni esecutivi e che miscelano al loro interno sensazioni legate a più generi musicali, allora The Sum Of All Fossils lo macinerete e diverrà un ottimo candidato pronto a far parte della vostra lista acquisti. In caso contrario, sarà realmente difficile per voi entrare in contatto con il disco e una band che fa del “crossover” una prerogativa del proprio devastante sound.

Non escludetelo a priori, provate a confrontarvi con i Flourishing e chissà, magari la scoperta che vi sembrava totalmente fuori posto fra i vostri ascolti ne diverrà parte integrante. In entrambi i casi una chance all’album di girare nello stereo è doveroso offrirla.