FOG OF WAR – Fog Of War

FOG OF WAR – Fog Of War

 
Gruppo: Fog Of War
Titolo: Fog Of War
Anno: 2009
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Fog Of War
  2. Death Penalty
  3. Enforcer
  4. Kills On Contact
  5. M.O.S.H.
  6. Six-Packin' Heat
  7. M.C.T.
  8. Blood Of A Thousand Sons
  9. Taking Over
  10. D.O.A.
DURATA: 41:04
 

Che l'underground thrash metal sia in pieno fermento credo sia alquanto palese, stanno venendo a galla tante buone realtà combattive e motivate, anche se spesso munite di meno mezzi al cospetto di alcune sorrette più dalle etichette che dalla musica in sé. È per questo che di frequente si viene coinvolti dalla ricerca e dall'ascolto, e fra i tanti mi è capitato di imbattermi nei Fog Of War.

La giovane band suona uno speed-thrash serrato, tagliente e volitivo, che riporta alla mente i primi Flotsam & Jetsam per come le canzoni risultano coinvolgenti. Il cantante Mosh Braum non si tira certo indietro quando c'è da spingere, dilettandosi in passaggi dediti a un quasi falsetto, pur non essendo ai livelli del caro A.K. dei bei tempi. A quanto ho letto in giro però il ragazzo punta i piedi anche dal vivo, facendosi sentire, e ciò la dice lunga per quanto riguarda la personalità del personaggio. Altra cosa importante sono gli assoli ficcanti, sia quando si attestano su melodie facili e decisamente fruibili, sia quando incrementano la componente caciarona e aggressiva che mette in risalto la voglia di divertimento che tale musica può e sa regalare.

"Fog Of War" è un album d'esordio, un concentrato di puro e salutare scapocciamento: brani quali "Death Penalty", "Enforcer", "Kills On Contact" e lasciando scorrere la scaletta "Six-Packin' Heat", "Taking Over" e la conclusiva "D.O.A." (con annessa la divertente traccia fantasma) sono qualificabili come puro e semplice divertimento. Le influenze sono molteplici e riconoscibilissime, pensate a tutto quello che amate del thrash, quello che vi porta ad alzare una birra come un'arma divina e fottervi il collo come se non ci fosse motivo per fermarsi, ebbene i Fog Of War fanno questo effetto.

Le composizioni peccano per la presenza di situazione di déjà vu, ma a chi non succede? A salvarle e dar loro motivo di ascolto sono la carica che sanno imprimere ai pezzi; un lavoro di batteria che sa pestare e trovare in passaggi anche semplicissimi la cosa giusta da fare al momento giusto (come a esempio l'ingresso del campanaccio in "Six-Packin'Heat che personalmente mi fa godere non poco); un basso che si ritaglia spazi brevi in cui si prende licenza di evidenza. Suono e produzione infine ne valorizzano il complesso.

Tirando le somme, suppongo che una serata alcolica a base di buona musica non dispiaccia a nessuno e in tal senso i Fog Of War potrebbero essere una delle colonne sonore possibili da utilizzare e sicuramente fra le più adatte.

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