FOLKEARTH – Balder’s Lament

 
Gruppo: Folkearth
Titolo: Balder's Lament
Anno: 2014
Provenienza: Internazionale
Etichetta: Stygian Crypt Productions
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TRACKLIST

  1. Beliskner
  2. Balder's Lament
  3. From Volga To Bosphorus
  4. Farewell To The North
  5. The Crimson Wine Of Battle
  6. Eyes Of The Volva
  7. Donar's Hammer
  8. The Silent Warrior
  9. The Wine-Sacks Of The Emperor
  10. The Anvil Of Storms
DURATA: 40:05
 

Dodicesimo album per il collettivo internazionale folk metal dei Folkearth, un capitolo un po' triste dato che questa è stata l'ultima occasione in cui il loro fondatore, Ruslanas "Metfolvik" Danisevskis, ha presenziato. Il musicista lituano è purtroppo deceduto il 30 giugno del 2013 e "Balder's Lament" è stato a lui dedicato. Che il dolore subìto sia stato di aiuto?

Pur presentando i soliti difetti che da anni perseguitano il gruppo, il lavoro ci presenta una versione più maschia, ruvida e convinta dei Folkearth rispetto al recente passato, tanto da trovare in scaletta due brani particolarmente convincenti quali "Balder's Lament" — nel quale è apprezzabile soprattutto l'operato alla sei corde del polistrumentista monegasco Michael Fiori (Folkodia e Black Knight Symfonia) — e "From Volga To Bosphorus", in cui risaltano invece il comparto melodico e la prestazione vocale in growl di Danisevskis.

Il resto dell'uscita viaggia su livelli più che sufficienti, specialmente canzoni come "Beliskner", "The Crimson Wine Of Battle" e "The Silent Warrior". Nonostante mostri a più riprese il fianco a causa di una struttura compositiva che tende a ripetersi nel tempo, trova però il modo di porre — seppur in parte — rimedio al problema ormai di routine riguardante la convivenza non sempre ideale fra gli interventi di voce femminile di Hildr Valkyrie e Anaïs Chevallier (Black Knight Symfonia) e quelli maschili di Fiori: stavolta l'alternanza e la combinazione di ugole sembrano più coerenti e funzionali al vissuto dei brani.

Non abbiamo a che fare con un capolavoro e i Folkearth non ne hanno mai pubblicati, tuttavia parliamo di un disco che risolleva la testa e che ci consegna una formazione forse più conscia dei mezzi a disposizione; al dodicesimo lavoro sarebbe anche arrivata l'ora! Inoltre è prodotto in maniera più equilibrata, dando spazio sia al lato più energico e metallico del genere che alla doverosa area strumentale folcloristica; oltre a essere ancora una volta splendidamente adornato dall'ottima sezione grafica firmata dall'artista Kris Verwimp.

In conclusione, "Balder's Lament" è da considerare fra i capitoli riusciti — probabilmente motivato da una componente emotiva considerevole — di una discografia scolasticamente nella norma. Chiunque abbia già incrociato il gruppo o abbia dimestichezza col genere non dovrebbe trovare nessuna difficoltà nell'intrattenersi con queste dieci tracce.

 

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