FOLKEARTH – Valhalla Ascendant

 
Gruppo: Folkearth
Titolo: Valhalla Ascendant
Anno: 2012
Provenienza: Internazionale
Etichetta: Stygian Crypt Productions
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TRACKLIST

  1. Valhalla Ascendant
  2. Solstice Fires
  3. No Mercy
  4. Winter Enthroned
  5. Hrolfr, The Viking
  6. Dragon's Blood
  7. The Brave
  8. Sail In The Wind
  9. Carved In Runes
  10. The Legend Of Thule
DURATA: 44:35
 

Sul finire del 2012 i Folkearth hanno rilasciato l'undicesimo disco in otto anni di attività: questi non vogliono proprio sentir ragione di stare fermi! "Valhalla Ascendant", l'ultimo nato, è il classico album che ci si attende da loro e con esso si perpetua la tradizione che ci consegna l'ennesima produzione priva d'infamia ma non meritevole di eccessiva lode, insomma un altro capitolo discografico fra luci e ombre. Stavolta però c'è qualche luce in più rispetto al recente passato e il gruppo si concentra più sul lato folkloristico, avvalendosi comunque della prestanza sfoderata in "Sons Of The North".

Le formule stilistiche applicate sono note, inutile dilungarsi sul come e perché si muovano costantemente su di un percorso battuto e ribattuto con risultati altalenanti, sono guidati dalla passione e sotto quel punto di vista c'è poco da dire, poiché la si percepisce, si capisce che amano ciò che fanno. A riprova di quanto scritto poco più su, sono riscontrabili piacevoli spunti all'interno della traccia che dà il titolo al disco posta in apertura, nella quale spicca particolarmente il solismo che vi fa breccia; "Hrolf, The Viking" importa aria svedese, con gli Amon Amarth citabili in qualità di presenza-influenza; "Dragon's Blood" è emozionante grazie a una Yanina Zelenskaya in buona forma, pur se la cantante è meno incisiva in episodi come "No Mercy" e nell'accoppiata conclusiva composta dall'incantevole acustica "Carved In Runes" e "The Legend Of Thule", pezzo che racchiude in sé l'intero repertorio in possesso dei Folkearth.

Come al solito un po' per la volontà di fare più del necessario, un po' per la non sempre ispirata vena in ambito compositivo, canzoni quali "Winter Enthroned" e "The Brave" sono abbastanza piatte e altre sembrerebbero un po' gettate lì tanto per far numero, si vedano "Solstice Fires" e "Sail In The Wind". Ci ritroviamo poi con "Valhalla Ascendant" che può prestarsi unicamente come buona compagnia di sottofondo, oltre quello non le si può proprio chiedere.

Neanche a farlo apposta ed è quasi inutile negarselo, le copertine create per l'occasione da Kris Verwimp sono sempre inseribili fra le note maggiormente positive legate al nome Folkearth e questo la dice lunga sul valore di un progetto che potenzialmente avrebbe più volte potuto dare tantissimo, mentre a oggi, dopo undici dischi rilasciati, prosegue stabilmente a navigare in acque calmissime e affini a una tranquillissima, a tratti sin troppo comoda, poco incoraggiante sufficienza.

"Valhalla Ascendant" regalerà un paio di attimi lieti accompagnati da un'atmosfera gradevole a coloro i quali, come il sottoscritto, hanno avuto modo di apprezzare i Folkearth più per la genuinità dell'intento che per il risultato. I restanti invece potranno rivolgere lo sguardo in direzione differente, poiché inoltrarsi in un ascolto che non aggiunge nulla di nuovo e rappresenta ciò che in passato è già stato evitato sarebbe solo una perdita di tempo.

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