Folterkammer - Die Lederpredigt

FOLTERKAMMER – Die Lederpredigt

Gruppo: Folterkammer
Titolo: Die Lederpredigt
Anno: 2020
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Gilead Media
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TRACKLIST

  1. Die Nänie
  2. Die Hymne
  3. Die Elegie
  4. Das Gebet
  5. Das Magnificat
  6. Das Sinngedicht
  7. Das Zeugnis
DURATA: 38:41

Se i Folterkammer avessero l’occasione di venire catapultati verso la fine del diciottesimo secolo, sicuramente raccoglierebbero consensi estremamente positivi tra gli esponenti del Romanticismo. Per somma sfortuna degli artisti e intellettuali di quell’epoca, i viaggi nel tempo restano ancora un’utopia; per chi è saldamente piantato nel Ventunesimo secolo, però, è un privilegio ritrovarsi a parlare di questo progetto e della sua opera prima, dal titolo Die Lederpredigt (il sermone di pelle). I Folterkammer sono una band di recentissima formazione, i cui componenti però sono tutt’altro che alle prime armi. Al contrario, si tratta di nomi di spicco all’interno della scena statunitense: alla chitarra, infatti, troviamo Zachary Ezrin degli Imperial Triumphant, mentre dietro al microfono c’è la talentuosa e versatile Andromeda Anarchia. A coronare la line up ci sono infine Darren Hanson al basso e il filmmaker Brendan McGowan alla batteria.

Il sound dei Folterkammer unisce due generi apparentemente agli antipodi, cioè l’opera lirica e il black metal. Queste due forme di espressione musicale potrebbero sembrare diametralmente opposte l’una all’altra, eppure all’interno del disco si fondono e completano a vicenda: in questo modo, l’anima black della band viene investita di una forte carica emotiva che finisce per travolgere completamente l’ascoltatore, facendo sì che i 38 minuti di questo full length scorrano in maniera pressoché impercettibile.

Die Lederpredigt non si pone come un concept album in senso stretto, però segue una narrazione ben precisa e molto suggestiva: la protagonista è una divinità conturbante e malvagia e in questo modo la band sovverte i dogmi di un certo tipo di simbolismo (soprattutto religioso) che intende ancorare la figura femminile alla delicatezza e alla soavità. Nell’esprimere a fondo la natura mutevole e spietata di questa divinità, Andromeda Anarchia offre una performance magistrale nel modulare la sua voce a seconda del mood dei diversi brani, passando con disinvoltura da linee eteree e suadenti a scream quasi ferali e raffinate esecuzioni da soprano, con una verve graffiante che, spesso, ricorda una versione black metal della cantante tedesca Nina Hagen.

La voce di Andromeda si intreccia perfettamente con i riff malvagi e con i blast beat che costellano il disco, creando atmosfere diverse tra loro, così brani dalle melodie diaboliche e tentatrici come “Die Hymne” (per cui è stato girato un videoclip diretto proprio da Brendan McGowan) oppure “Das Magnificat” si intervallano a volte con momenti corali dal sapore sacrale che mi hanno fatto pensare al Dies Irae mozartiano (ascoltate la versione diretta da Claudio Abbado), come avviene all’interno di “Die Elegie”. A conferire ulteriore carica e pathos al risultato finale contribuiscono i testi interamente in tedesco, una delle lingue utilizzate per antonomasia nell’ambito dell’opera, soprattutto durante il diciottesimo e diciannovesimo secolo.

In sostanza, il primo disco dei Folterkammer merita sicuramente di essere annoverato fra gli ascolti di questo dicembre, perché è stato realizzato in modo magistrale sia dal punto di vista compositivo che da quello esecutivo. Inoltre Die Ledepredigt possiede anche un forte potere evocativo, che sembra trascendere sia lo spazio che il tempo: basta ascoltarne poche note per essere catapultati in una cattedrale gotica, possibilmente diroccata e illuminata solo da luci di candela.