FOREVER STORM – Soul Revolution

FOREVER STORM – Soul Revolution

Informazioni
Gruppo: Forever Storm
Anno: 2009
Etichetta: One Records
Contatti: www.myspace.com/foreverstorm
Autore: Mourning

Tracklist
1. Gunslinger
2. It Rains
3. Battle Cry
4. Soul Revolution
5. Trace In Eternity
6. Storm
7. Once Again
8. The Outcast
9. Who I Am
10. For You (bonus track)

DUTATA: 46:39

FOREVER STORM - Soul Revolution Un po’ Iced Earth e Angel Dust, un po’ Steeler (quelli teutonici dove militò Axel Rudi Pell) e Helstar, per i serbi Forever Storm, dopo aver pubblicato due demo, è arrivato nel 2009 il momento di dare alle stampe il debutto intitolato “Soul Revolution”.
La formazione suona pulita, è tecnica quanto basta e che il deja vù sia inevitabile è ormai costante a cui ci si è per fortuna (o meno) abituati, fatto sta che le dieci tracce inserite all’interno di questo lavoro riescono fra qualche alto e basso a dare comunque più di qualche estemporanea soddisfazione.
Una delle note positive sta nella prova del cantante Stefan Kovacevic che un po’ Halford e Ripper si destreggia molto bene dietro il microfono, alle volte sembra incarnarli entrambi in dei precisi momenti, lo noterete ascoltando l’opener “Gunslinger” e “It Rains”.
Entra in campo “Battle Cry” e non si possono non citare gl’inossidabili Maiden e la creatura che vede nel ruolo di singer il grande James Rivera, quegli Helstar che non si è mai capito il perché non abbiano riscosso il successo che avrebbero meritato.
Capitolo titletrack e la cavalcata continua, l’approccio spudoratamente vitale della band attratta da un sound vivace ma che mai scade nell’happy trova anche in quest’ennesimo episodio gli spunti validi fra melodia e assalto, spunti che di certo non mancano nella successiva “Trace In Eternity” tedesca nell’animo (qui Dirk Thurisch e soci c’han messo lo zampino) a far godere le mie orecchie portando alla memoria seppur come parente alla lontana la vena ispiratrice di una “Borders Of Reality” o “Of Human Bondage”.
Ascoltando “Storm” e il suo attacco il primo nome a venirmi in mente è stato quello degli Iron Savior, similare nel mood a “Soul Revolution” con il suo riffing trascinante, è un pezzo di puro metallo.
La carica heavy prende il sopravvento quando fa la propria comparsa una “The Outcast” dilagante, attrezzata con tanto di chorus da urlare a squarciagoala, lascia alla massiccia “Who I Am” dall’indole quasi thrashsy il compito di chiudere i giochi con una sferzata di grinta e aggressività ad alzare i toni prima che il piacevole acustico “For You”, donato come bonus track, fornisca la riprova di quanto e come Stefan sia preparato, mettendo in mostra il lato più emotivamente dolce della sua voce e di una band che sia quando spinge, sia quando come in questo caso porge l’altra guancia sa dove e come colpire.
Discreto l’accompagnamento dei synth a dare quel tocco in più in profondità con passaggi lievi e mai ingombranti, gode di una buona produzione “Soul Revolution” che combinata con un’esecuzione di tutto rispetto lo candida ad ascolto interessante per chi segue la scena heavy/power.
Tralasciando i lavori delle vecchie glorie e un ultimo Maiden che fa discutere più del video amatoriale di Paris Hilton, ogni tanto consiglierei a chi il mondo metal lo ama davvero di non limitarsi all’ascolto dei soliti noti.
Quando questi saranno definitivamente tramontati cosa faremo? Ci si crogiolerà a vita nel passato? Guardiamo avanti e con un largo ai giovani, faccio il mio personale in bocca al lupo a chi come i Forever Storm da il proprio apporto alla musica che adoro, IL METAL.

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