FORLORN REMEMBRANCE – Chronicles From Bygone Eras

Informazioni
Gruppo: Forlorn Remembrance
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/forlornremembrance
Autore: Bosj

Tracklist
1. Post-Human Tranquillity
2. Autumns Mourning
3. …And The World Lies Silent

DURATA: 32:30

FORLORN REMEMBRANCE - Chronicles From Bygone Eras Non ho ascoltato il demo di debutto che gli Svedesi hanno rilasciato lo scorso anno e di cui potete trovare la recensione su queste pagine, ma ho avuto modo di ascoltare a fondo questo secondo “Chronicles From Bygone Eras”, e i pensieri a riguardo sono decisamente contrastanti.
Il fatto che un demo tritraccia arrivi a durare oltre mezz’ora dovrebbe a prescindere dare l’idea del quantitativo di carne che i ragazzi di Lund hanno messo al fuoco, e posso confermare che il lavoro si presenta molto denso.
I tre brani si articolano infatti in tantissime diverse declinazioni, senza però risultare eccessivamente complesse, arzigogolate o particolarmente tecniche. Intendiamoci, dal punto di vista formale non c’è nulla di sbagliato, i membri del gruppo padroneggiano i loro strumenti in maniera sicura, con l’unica eccezione della voce (il growl è davvero poco incisivo e i passaggi in cantato pulito sono al limite del cacofonico – in “Post-Human Tranquillity” la situazione è sulla soglia del traumatico, urge una revisione dietro al microfono). Le chitarre spaziano attraverso mood e suoni diversi, toccando ora punte goticheggianti, ora riff più violenti e torbidi, ora lanciandosi in parti acustiche, variegando sapientemente tracce che, data la durata, rischierebbero di risultare stucchevoli in mani non capaci; e poi tastiere, basso in primo piano, cambi di tempo alla batteria, tutto il repertorio progressive al completo.
Tuttavia “progressive” è forse una dizione scorretta, sicuramente imprecisa e riduttiva, poichè delle consuete soluzioni di genere qui si trova poco: ciò che colpisce del songwriting dei Forlorn Remembrance è come le canzoni siano chiaramente scandite, dai momenti acustici con le tastiere in primo piano, ai momenti maggiormente concitati, è chiaramente rintracciabile lo stacco, per non dire lo strappo. Ciò che manca infatti a questo gruppo per farsi ricordare è l’imprevedibilità. Voce a parte, è tutto sicuramente ben fatto, discretamente eseguito e anche potenzialmente coinvolgente, ma la sensazione che sia tutto “telefonato” è sempre dietro l’angolo. Non c’è una soluzione che sia una a cogliere di sorpresa l’ascoltatore, che fin dall’inizio del passaggio è in grado di capire dove questo vorrà andare a parare. Apertura melodica, stacco, cavalcata furiosa, stacco, passaggio atmosferico, stacco, assolo, stacco, e via discorrendo.
Le tante idee sono sicuramente sfruttabili e in potenza accattivanti, ma manca ancora una capacità di controllo su di esse, quasi si cercasse di imbrigliarle cesellandole con precisione all’interno di spazi prestabiliti: qui la calma, qui la rabbia, qui la malinconia, e il risultato è lo speculare elenco di cui sopra. Questa impressione che le intuizioni siano state quasi smussate, che si sia giunti a un compromesso per costringere tutto e tutti ad andare d’accordo, influisce negativamente sul prodotto finito, pesantemente infiacchito e manchevole di quella freschezza e genuinità di cui invece una nuova band dovrebbe farsi portatrice.
Un aspetto del lavoro molto piacevole è invece la produzione: la resa sonora, per quanto non perfetta, è ben oltre la media cui ci abitua la stragrande maggioranza dei demo e più spesso dei lavori autoprodotti in generale.
Con la necessaria maturazione in sede di scrittura, un (forte) aggiustamento alla voce e la giusta convinzione i Forlorn Remembrance possono arrivare a dire la loro nel panorama metallico, per ora ci si deve concentrare ancora un po’ sui lavori preparatori.

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