Form - Aerosols And Dust Particles

FORM – Aerosols And Dust Particles

Gruppo:Form
Titolo:Aerosols And Dust Particles
Anno:2020
Provenienza:Estonia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Birth Bringer, Death Giver
  2. Hometown
  3. Room
  4. Honeycomb
  5. Divers In Stratosphere
  6. ToLM
  7. Op.Ill.Reverse
  8. Naturalization
  9. Conflate Eon
DURATA:36:21

Forte anche di un nome curioso tanto quanto improbabilmente adeguato al periodo storico in cui è uscito, Aerosols And Dust Particles dei Form porta con sé un certo carico di buone nuove dall’Estonia. La formazione balto-finnica, legata al circolo del Pergerus di cui abbiamo già scritto non molto tempo fa, ha fatto il suo debutto ufficiale sulla lunga distanza proprio con questo album, uscito appena due settimane dopo l’infamissimo split Tarbathian Fortress che ci ha fornito lo spunto per indagare l’underground di Tartu. Ed è con lo stesso entusiasmo con cui ne ho apprezzato la partecipazione all’opera collettiva che mi accingo ora a presentarne il primo disco.

Poco più di trentasei minuti su una scaletta composta da nove tracce fanno supporre fin da subito come il sestetto tarbato abbia voglia di concentrare le proprie idee senza perdersi in divagazioni riempitive di sorta; supposizione che, già da un primo ascolto di Aerosols And Dust Particles, pare rivelarsi fondata. Attenzione, però, perché se da un lato i Form concentrano le loro idee, questo non significa che le espongano seguendo pedissequamente i dettami classici della musica estrema. La soluzione di partenza è senza dubbio il metallo del demonio, destrutturato e meccanizzato da Arhitekt e compari fino a somigliare a una sorta di cyborg trans-genere affascinato dalla psichedelia. C’è una enorme patina industrial che riveste esternamente la proposta degli estoni, a partire dall’apripista strumentale “Birth Bringer, Death Giver”, il cui crescendo atmosferico ben introduce l’ascoltatore a ciò che verrà di lì a poco.

La durata sempre contenuta dei brani dei Form è uno degli aspetti chiave della proposta. Non superando mai i sei minuti, limite imposto dalla terzultima “Op.Ill.Reverse”, episodi pure ricchi come “Hometown”, “Conflate Eon” o il migliore “Naturalization” hanno tutto lo spazio per aprirsi e articolarsi appieno, tra duetti pulito-scream, inserti psichedelici e svolte black spintissime, chiudendosi sempre in tempo per evitare di trasformarsi in puro caos informe (pun intended). L’ultima traccia citata, specialmente grazie alla performance di Rebeca, permette un paragone personalmente adeguato, seppur in senso lato, con un’altra serie di creature d’avanguardia in cui militano cantanti di un certo spessore, ovvero Igorrr e il bruco francese.

Al netto di una produzione casalinga per quanto sufficientemente buona, questo concentrato di allucinazioni sintetiche e industrialismi black metal che porta il nome di Aerosols And Dust Particles riesce a farsi apprezzare senza grossi problemi, acquisendo a ogni ascolto contorni via via più nitidi e in contemporanea psicotropi. Insomma, per ora i Form hanno saputo aggiungere la carbonella sul fuoco al momento giusto: dita incrociate per quando decideranno di mettere a cuocere qualcos’altro.

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