FORNACE – Pregnant Is The Night

 
Gruppo: Fornace
Titolo: Pregnant Is The Night
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Autodafe Prod
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Fog Between The Coffin
  2. The Warp Of Blood
  3. Through The Eyes Of the Ancient Wolf
  4. A Whisper From The Dust
  5. Pregnant Is The Night
  6. 1906 – 1986 A Horror Story (The Salamander's Wool)
  7. The Flauro's Revenge
  8. Nodo Indissolubile
DURATA: 54:19
 

Iniziamo per una volta con un poco di gossip redazionale… All'arrivo della richiesta di recensione da parte dei Fornace, c'è stata una grande discussione su chi ne sarebbe stato il responsabile. Mi sarebbe piaciuto occuparmene, ma — poiché non abito in Italia — lascio sovente via libera ai colleghi che giocano in casa. Mi sono strizzato le meningi a lungo sul perché il nome mi fosse tanto familiare, beh, ora ho scoperto che quasi tre anni fa scrissi la positiva critica di "The Man Who Change The World / The Awakening" in cui trattai le canzoni delle ultime due demo e in cui ho pure scritto un'idiozia atroce: non mi resi conto che una traccia è davvero una cover dei Rotting Christ

"Pregnant Is The Night" si presenta sotto forma di un bel digipak sobrio, ma con una copertina curata che ha un po' il gusto dei bei tempi in cui il fai da te era la giusta attitudine per suonare metal. I nostri amici piemontesi si muovono ancora in quel limbo già citato da me nel 2010, limbo che accarezza il death melodico, ammiccando parecchio con la scuola svedese in generale, senza però disdegnare acrobazie legate al black greco classico.

Desidero evidenziare dall'inizio l'impressionante e poliedrico lavoro vocale di Morrigan, affascinante donzella che completa in modo competente la squadra dei Fornace. Personalmente penso che la vera forza del gruppo risieda nel suonare canzoni con radici alla ricerca di nutrimento nel terreno black greco. Perché affermo ciò? Innanzitutto un gruppo mediterraneo che offra una tale combinazione è credibile; secondariamente, parlando in maniera oggettiva, pezzi come "1906 – 1986" oppure "The Flauro's Revenge" sono delle vere perle che risaltano grazie all'atmosfera cupa e al loro scorrere pesante definiti dalla scuola ellenica. Se voglio essere sincero, la prima parte del CD non mi rivela dei picchi degni di nota, mentre la seconda è a un livello elevato e sfoggia un artigianato musicale molto lusinghiero per il nome della scena italiana. Le evoluzioni chitarristiche sono variegate e avvincenti, la voce pare perfetta per accompagnare le scale della squadra delle sei corde, mentre la sezione ritmica consolida magnificamente l'attività dei compagni di fortuna.

La fine improvvisa del dischetto lascia desiderare qualche altra canzone in questo stile. La registrazione aumenta di qualità col passare dei minuti, provocando l'acquolina in bocca all'ascoltatore. Vi consiglio vivamente di sostenere i Fornace comprando il loro lavoro. Forse il gruppo sta ancora sondando i propri limiti e possibilità; che sia proprio questo il motivo per tenerlo d'occhio?

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