FRIJGARD – Nebelwacht

 
Gruppo: Frijgard
Titolo:  Nebelwacht
Anno: 2011
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Black Tower Records
Contatti: Sito ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Frijas Tal
  2. Nebelwacht
  3. Frijgard
  4. Eises Tränen
  5. Kriegsgesang
  6. Friedenslinde
  7. Rabenwald
  8. Blutpakt
  9. Quell Des Lebens
  10. Dem Tod geweiht
  11. Ruf Der Heimat
DURATA: 50:12
 

L'ultimo pacchetto della nostrana Bergstolz conteneva anche qualche supplemento: Frijgard? Canton Argovia? Ah, quasi dei vicini di casa… Pagan black? Oh Cristo… perché proprio a me? Faccio buon viso a cattivo gioco e inserisco il CD nel mio lettore, che cosa sentirò?

Quali sono i primi punti che noto? Le canzoni che compongono "Nebelwacht" si astengono spesso e volentieri dalla velocità, un'eccezione la troverete in "Frijas Tal", ma approfittano di una buona dose di melodia non penetrante. I ragazzi non hanno timore e presentano anche parti acustiche ben eseguite, tuttavia — per evitare che il tutto cada nella banalità — le centellinano, come potrete sentire nella quarta traccia. I Frijgard s'impegnano a intrecciare le composizioni in modo intrigante, variando le scale impiegate e giocando con le diverse voci o cori. Con più brio, epicità e meno melanconia si presenta invece "Kriegsgesang", che con i suoi ritornelli potrebbe diventare un cavallo di battaglia in concerto. Il lavoro strumentale è pulito, non c'è che dire; soggettivamente trovo però che qui e là le canzoni contengano passaggi un po' blandi, come per esempio nell'ultimo terzo di "Friedenslinde". Questa impressione è forse dettata dal mio gusto personale, mi pare però che in questi casi gli argoviesi abbiano voluto strafare con la quantità di scale impiegate. Item, de gustibus non est disputandum, lo sappiamo. Dopo avervi reso l'idea generale del disco, tengo ancora ad accennare che i testi in tedesco danno quel tocco marziale che è ideale per mettere in risalto molti passaggi del disco, ascoltare per credere! Che dire ancora? "Rabenwald" e "Blutpakt" sono i miei pezzi preferiti: il primo lo gradisco particolarmente perché mi ricorda i Messiah della prima ora.

Il quartetto elvetico offre un disco che, e qui mi ripeto, è in sintonia con la neutralità svizzera, difatti "Nebelwacht" è, visto alla luce dell'artigianato musicale, molto al di sopra della linea tracciata dalla banalità, ma non riesce ad arrivare a livelli che siano in grado di stupire l'ascoltatore. Questi cinquanta minuti sono comunque parecchio goderecci, e li apprezzerete senz'altro passandoli in comodità con una birra in mano. Il gruppo è giovane e ha ancora davanti a sé tanta strada.

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