FROM THE SHORES – Of Apathy

 
Gruppo: From The Shores
Titolo: Of Apathy
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Metal Scrap Records
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TRACKLIST

  1. This Ain't Another Feast For Crows
  2. Heaven's Dark Harbinger
  3. The Constellation Thirst
  4. To Rest In Arms Of Perfection
  5. Incest Of The Wretched
  6. Primal
  7. Opus XIII
  8. Hourglass
  9. I, The Firebreather
  10. Weakness Of The Flesh
DURATA: 37:06
 

«Quando tirano sanno far male», diceva Mourning parlandoci di "Until My Last Breath", primo EP dei nostrani From The Shores risalente al 2008. I From The Shores del 2016 devono aver preso quelle parole sul serio: l'esordio ufficiale "Of Apathy" è un disco sparato a velocità supersoniche dall'inizio alla fine. E fa male.

Lasciate da parte le influenze metalcore, la formazione ci getta addosso la propria ricetta, che deve molto di certo ai Black Dahlia Murder più indiavolati e meno oscuri, ma che indefessa passa da blast beat a velocità sostenute con naturalezza, grazie alla prestazione del batterista Nicolò Sambo. Il resto della band si districa con maestria in rapide melodie svedesi, che di certo abbiamo già sentito molte volte, le quali però grazie all'esecuzione decisa e alla loro semplicità non risultano troppo stancanti. L'alternanza tra growl e scream è molto buona, anche se il secondo suona molto più particolare del primo e, in questo senso, ci dispiace che venga usato meno spesso: comunque, sono solo dettagli perché niente di male si può dire della voce di Luca Cassone.

I brani in realtà non sono tutti uguali. Pur se la varietà non è il punto forte dei From The Shores, possiamo trovare momenti più violenti come "This Ain't Another Feast For Crows" e "Primal", e altri dove è la melodia a prendere il sopravvento, come in "Heaven's Dark Harbringer", la strumentale "Opus XIII" e "Incest Of The Wretched". È proprio intorno a quest'ultima, quinta traccia della scaletta, che cominciano i brani un po' meno sparati e un po' più ragionati; "Incest Of The Wretched" ha un incedere più duro e vanta addirittura uno stacco in chitarre pulite. Fate conto che di rado i pezzi raggiungono i quattro minuti, anzi alcuni di essi non arrivano a tre. Potete capire quanto ciò abbia giocato sia sulla semplificazione della struttura sia sulla facilità di assimilazione.

"Of Apathy" è un disco con una produzione brillante e che suona moderno. Lo trovo, quindi, più adatto a un pubblico giovane piuttosto che a chi si addormenta tranquillo solo se la notte si ascolta "The Jester Race". Dato questo per assodato, la musica dei From The Shores si distingue per una scaletta solida e per la sua scorrevolezza. Non ci sono vette spaziali o grandi pretese: "Of Apathy" esiste per divertire e a noi va bene.

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