FROSTHAMMER – Nexus Of Time

Informazioni
Gruppo: Frosthammer
Titolo: Nexus Of Time
Anno: 2011
Provenienza: Canada
Etichetta: Black Metal Agenda
Contatti myspace.com/frosthammerband
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Wasteland
2. One From Many
3. In This Haze Of Green And Gold
4. The End Of An Age (Part 1)
5. The End Of An Age (Part 2)
6. Song Of The Rose
7. The Tunnel
8. Nexus Of Time

DURATA: 36:07

FROSTHAMMER - Nexus Of Time I Frosthammer sono un quartetto canadese attivo dal 2009, suonano black metal e in soli tre anni hanno infoltito la propria discografia con varie demo-release (“Todes Krieg”, “Winter’s Embrace”, “Imagery Of The Forgotten Realm” e “The Cold Wind Of Eternity”), uno split con i Demorian, band di Satanic Tony, proprietario della Salute Records, intitolato “Old Times Glances Upon Us” e l’unico full “Nexus Of Time” rilasciato nel 2011 che è quello sul quale mi concentrerò.
Dopo aver ascoltato in questi giorni la discografia della formazione, l’impressione che mi son fatto del disco è positiva, negli anni il black in parte sinfonico e volutamente lo-fi dei Frosthammer sembra aver trovato adesso una forma più consona e inquadrata.
La prestazione strumentale è priva di ghirigori particolari, fondamentalmente si muove su tratti ruvidi ai quali si combinano aperture di chitarra e voce pulita o inserti di stampo symphonic come avviene in brani quali “One From Mary” e la conclusiva titletrack.

É la melodia che regge le sorti di una prestazione in fin dei conti ancora non perfetta ma in pieno sviluppo, puntano sul fattore evocativo in “In This Haze Of Green And Gold”, evidenziano delle palesi migliorie rispetto al passato nella costruzione dei pezzi, si vedano i capitoli denominati “The End Of An Age” che insieme alla più dotata strumentale “Song Of The Rose” si rivelano nel ruolo di traino vero e proprio di “Nexus Of Time”.
Il binomio crudezza ed emozione funziona, certo c’è ancora da registrare più che qualche punto, a esempio se lo scream pare girare perfettamente sulle canzoni, il canto pulito dovrebbe acquisire una maggiore dimensione come spettro, fornire quell’aura solenne o malinconica che apporti peso atmosferico a tale variante, così come le incursioni di tastiera/piano delicate e tese ad argomentare l’aspetto intimo avrebbero anche potuto ritagliarsi uno spazio lievemente più importante, è in quei momenti che i Frosthammer danno il meglio, quando l’alchimia fra le due facce della medaglia raggiunge una piena sintonia.

Liricamente ci troviamo di fronte a un concept-album che prende spunto dalla serie di libri del maestro Stephen King dal titolo “The Dark Tower”, allontanandoci quindi dai soliti cliché tematici del black.
Quale sarà il futuro di una band come i Frosthammer? Rimanere impantanati in un mondo underground spesso più veritiero e genuino di quello esposto alle masse o trovare una via che li conduca a un contratto importante con il rischio di corrodere quella base che sta dando continuità al progetto? Onestamente è difficile da dirsi in un mercato come quello metal, tutto è possibile e di realtà che qualitativamente sono molto più scadenti di questi ragazzi supportati da etichette importanti ve ne potrebbero passare per la testa davvero tante.
Se aveste ancora voglia di ascoltare musica che sia fatta per passione e non per mero compromesso o moda, visitate la loro pagina bandcamp (http://frosthammer.bandcamp.com/) nella quale avrete la possibilità di scaricare gratuitamente l’intero operato sinora prodotto e in caso vi piacessero, beh, sarebbe un motivo in più per dar loro una mano.

Facebook Comments