FROSTLAND DARKNESS – Sign Of Inverted Cross

 
Gruppo: Frostland Darkness
Titolo:  Sign Of Inverted Cross
Anno: 2010
Provenienza:   Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Facebook  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Tuhkattu Häpeä
  2. Cursed
  3. When My Skin Rot In Cold
  4. Blackened Hearts
  5. Autumn Frost (Hail To The Grief)
  6. Sign Of Inverted Cross
  7. Routamaan Kaamos
DURATA: 39:22
 

Il black metal dei Frostland Darkness suona gelido, elementare e grezzo, ma chi sono? La domanda giusta da porsi sarebbe al singolare, poiché il progetto finnico vede al timone il solo Mantus Nord che si diletta sia nella composizione della parte strumentale che nell'esecuzione vocale. "Sign Of Inverted Cross" è il primo lavoro da lui prodotto: rilasciato in questo 2010, risente dell'influenza della scena nazionale dove la parte più cruda di gente come gli Horna, Clandestine Blaze e Satanic Warmaster potrebbe essere di riferimento per un suono alle volte talmente violento da risultare quasi sconnesso.

Il riffing intaglia melodie classiche e ampiamente conosciute, ma che offrono buone sensazioni in brani come "Tuhkattu Häpeä", "Cursed" e "Blackened Hearts", dove la scia di matrice norvegese è evidente, d'altronde quando si suona schietti e utilizzando certi riff il richiamo ai Darkthrone, padri di questo tipo di attitudine primordiale, è quasi inevitabile. "When My Skin Rot In Cold" invece è rivolto decisamente verso altri lidi: i ritmi blandi, le ridondanze continue e un trasporto malsano lo rendono uno degli episodi più affascinanti del disco insieme all'acustico "Autumnfrost (Hail To The Grief)", anch'esso carico di atmosfera. Qui l'album si prende una sosta dalla cattiveria sferrata in antecedenza, avvicinandosi alle temperature nordiche e dipingendo un paesaggio innevato, ma coperto da una coltre grigia spessa. Si tratta comunque di un breve passaggio, difatti la marcia riprende nel solco di un percorso nuovamente intriso di semplice e ferale black metal, forse anche standard, nella traccia che porta il titolo del disco, la quale svolge il proprio lavoro onestamente, mentre la successiva "Routamaan Kaamos" pone la parola fine su un'uscita che possiede la pecca di non inventar nulla e il pregio di farlo nella maniera più corretta, evitando quindi di svendersi a soluzioni di mercato accessibili.

La produzione non è perfetta: la voce di Nord è in alcuni frangenti gracchiante, ma si presenta per lo più con uno scream prolungato soddisfacente.

In fin dei conti "Sign Of Inverted Cross" è un disco black e non ha pretese di essere altro che questo. Chi segue le continue uscite del genere s'imbatterà magari in molti prodotti similari a questo e anche di valenza minore, non posso quindi che consigliare l'ascolto e trarne le conclusioni individualmente. È giusto che per alcuni gli anni Novanta non siano morti e sepolti: se siete fra questi, riuscirete di sicuro ad apprezzare i Frostland Darkness senza farvi troppi problemi.

Facebook Comments