FROZEN CARESS – Souvenirs

Informazioni
Gruppo: Frozen Caress
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/frozencaress
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Rightway Machine
2. Ye’ll Ne’er Cry For Me
3. A Souvenir Fro Ye Darkness
4. Uneléanor
5. …And She Fadeth, Silently

DURATA: 21:11

I Frozen Caress sono un progetto Gothic Metal nato nel 2005 per volontà di Davide Serra (piano, tastiere, growl) a cui nel 2009, dopo l’abbandono della sua ex compagna d’avventura Andrea Viola, si è venuta ad aggiungere la voce da mezzosoprano di Erika Martin. La band fra cambi di line-up e qualche piccolo problema legato ai tempi di produzione dei lavori ha vissuto momenti altalenanti sino a questo 2010.
Trovati i due membri per dare un senso ancor più compiuto a questo viaggio nelle figure di Antonio Leggieri (chitarra e drum machine) e Marco Squillino (basso), i quattro danno vita al terzo lavoro, “Souvenirs”, che succede alle uscite del demo omonimo e di “Hiemi Hymnus” entrambe datate 2009.
Non è davanti a una creatura canonicamente gotica che ci troviamo, chi si attendesse riffoni powereggianti o sezioni primordiali ricolleganti alla vecchia era dei primi Paradise Lost rimarrà spiazzato nell’incontrare una realtà che fa di una dolcezza malinconica e spesso della quasi assenza della sezione ritmica una delle forze motrici che le forniscono un’anima.
Sono la dark wave più intima e l’emotività di cantautrici soliste come la teutonica/bielorussa Leandra (Ophelia Dax) a conferire quell’aura triste e grigiastra che si espande come i cerchi formatisi dal lancio di un sasso in uno specchio d’acqua.
Le brevi apparizioni in cui la musica tintinna provando a uscire dagli schemi di una non-vivacità quasi naturale spezzano il legame intenso che la voce di Erika, brava nel divincolarsi passando dal pop-raffinato ai tratti lirici facendo per qualche attimo intravedere una parvenza della cantante di Satana (mistica e inarrivabile per chiunque) Diamanda Galas, riesce a creare sulle soavi, riflessive e oblianti note che Davide le porge con il piano.
Narranti e tenebrosi, evitano di cadere nelle parodiali e forzate caricature di chi crede che lo sbandierare uno spettro vocale drammaticizzato all’inverosimile e l’utilizzare ostentatamente una catena di soluzioni a ciclo possa portare acqua al proprio mulino.
Tralasciando il fatto che in alcuni momenti le linee di Erika potrebbero essere più fluide e il growl è discreto ma non esaltante, non si può negare il fascino che una “Ye’ll Ne’er Cry For Me” e “Uneléanor” sprigionano seppur ancora acerbo, è però con “A Souvenir Fro Ye Darkness” che i Frozen Caress piazzano la hit, quella che ascolti ammaliato in riverente silenzio nel buio della sua stanza come una lieta compagnia nell’ombra data la sua candida ma al tempo stesso decadente esecuzione.
Continuando su questa strada e privilegiando in primis il binomio voce/piano i ragazzi potrebbero ritagliarsi un piccolo e dorato spazio in una scena che di signorine pettorute e heavy metal rifilato per altro è letteralmente subissata e che qualitativamente molte volte raschia il cosidetto “fondo del barile” pur di vendere una copia di plastica in più.
E’ una proposta piacevole quella di “Souvenirs”, uno step deciso verso una maturità artistica che proseguendo con tale mentalità compositiva non stenterà nell’arrivare.
Se aveste bisogno di rilassarvi mantenendo però viva la vostra voglia di esplorare con il pensiero territori che non siano inondati di luce, i Frozen Caress vi vengono in soccorso, l’ep è infatti in download gratuito direttamente dal blogspot della band: http://frozencaress.blogspot.com/, un motivo in più per ascoltarlo a meno che non abbiate remore anche nel cliccare due volte sul mouse (che tempi!!!).

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