FUNEBRIA – Dekatherion: Ten Years Of Hate & Pride

 
Gruppo: Funebria
Titolo:
Dekatherion: Ten Years Of Hate & Pride
Anno: 2015
Provenienza: Venezuela
Etichetta: Satanath Records / Darzamadicus Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Consolamentum
  3. Serpent Sign
  4. Whores Of Babylon
  5. Nihilist Revelation
  6. Divide & Conquer
  7. Aeon Of Tyranny
  8. Azag (The Crown Of Void)
  9. Cult Of Cosmic Destruction
  10. Tormento [traccia bonus]
DURATA: 42:52
 

I Funebria sono venezuelani e suonano un black-death metal aggressivo e dall'influenza multietnica, con qualche traccia e più di thrash, tanto che si possono trovare punti in comune sia con quanto proposto dalla scena fennoscandica che da quella polacca e sudamericana da cui provengono. I nomi da elencare sarebbero molti e perlopiù riconoscibili al primo o secondo ascolto, indi ve li evito. La loro discografia è sin qui composta dal demo "Manifiesto Al Esclavo" (2005), dall'ep "Holocausto Impío En El Desierto De Golgota" (2006), dallo split con i connazionali Veldraveth intitolato "Two Headed Beast – A Journey Of Venezuelan Black Metal" (2012) e da due album, "In Dominus Blasfemical Est… Ad Noctum Sathania" e "Dekatherion: Ten Years Of Hate & Pride" (2015).

La recensione tratta proprio di quest'ultimo lavoro citato, che a discapito di un titolo facilmente accomunabile a una raccolta o a un best of rappresenta invece il vero e proprio secondo atto di lunga durata della loro ormai ultra-decennale attività. Un disco di poco più di quaranta minuti in cui la formazione ce la mette davvero tutta per risultare il più «grim & evil» possibile, riuscendo a portare a casa la pagnotta grazie a una prestazione cattiva sia per ciò che concerne l'andazzo ritmico, spesso condito da sfuriate di natura death metal, sia per quanto riguarda l'ambito atmosferico, ben sorretto da un riffing melodico malsano e dal lavoro di rifinitura delle tastiere. Che sia chiaro: non si parla di nulla di realmente trascendentale, ma ben fatto e dotato di brani appetibili come "Serpent Sign", "Aeon Of Tyranny" e "Cult Of Cosmic Destruction".

Sinceramente non ho ben capito il motivo dell'inserimento di "Tormento" in qualità di traccia bonus (la cui versione originale è contenuta nell'album di debutto), dato che per fattezze e impostazione avrebbe potuto essere collocata tranquillamente in scaletta, facendola diventare parte integrante dell'opera. In ogni modo non risiedono qui i problemi del disco, che pur mantenendosi al di sopra di una comoda sufficienza avrebbe potuto ottenere un risultato anche migliore, se la band fosse stata più attenta in fase di produzione: l'aspetto più penalizzante riguarda la batteria, il cui suono di cassa talvolta diviene a dir poco fastidioso.

Il piatto musicale servito dai Funebria è semplice, fatto di blasfemia, violenza e soluzioni già note, tuttavia ben interpretate. Se ciò vi dovesse bastare, prendete seriamente in considerazione di far girare nel vostro lettore "Dekatherion: Ten Years Of Hate & Pride".

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