FUNERA EDO / INNER – Dolore Iconoclasta

 
Gruppo: Funera Edo / Inner
Titolo:  Dolore Iconoclasta
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Lo-Fi Creatures
Contatti: Facebook Funera Edo – Myspace Inner
 
TRACKLIST

  1. Funera Edo – Soli Nella Notte
  2. Funera Edo – Il Ritorno Del Lupo
  3. Funera Edo – Malleus Christianorum
  4. Funera Edo – Il Culto Del Nulla
  5. Funera Edo – Guerriero Del Sole Nero
  6. Funera Edo – Il Sentiero Tra Le Nebbie
  7. Inner – The Cloud Of Unknowing
  8. Inner – Mantra
  9. Inner – Ode Tho Worthlessness
  10. Inner – Whited
DURATA: 51:15
 

Gli split sono oggetti strani. Utili alle band anche per consolidare in un qualche modo i legami con la scena locale e anche utili agli ascoltatori per scoprire magari realtà di cui si ignorava l'esistenza. Spesso passano erroneamente inosservati, ma molte volte donano piccole perle di grande valore (tanto per fare un esempio noto, chi potrebbe dimenticare "The Forest Is My Throne"?).

La Lo-Fi Creatures, etichetta nostrana che si prodiga per dare sostegno a valide realtà italiane, ha offerto il proprio supporto per l'uscita di "Dolore Iconoclasta", split album diviso tra i riminesi Funera Edo e i parmensi Inner. I primi hanno già alle spalle un demo del 2007, mentre per i secondi è la prima uscita ufficiale. Il disco è racchiuso all'interno di una confezione nero lucido molto ben fatta, senza rinunciare alla sobrietà (ma perché sono le case discografiche più "piccole" quelle che offrono i prodotti migliori, mentre dalle cosiddette "grandi" ci si deve accontentare di miseri mp3?).

L'album si apre con la parte dedicata ai Funera Edo che sfoderano una prestazione potente e sulfurea, senza disdegnare passaggi melodici che non fanno che aumentare il fetore di morte e la temperatura della colata di piombo fuso che essi ci versano nei timpani. I riferimenti più accentuati sono senza dubbio provenienti dalla scena svedese (soprattutto Setherial e primi Watain), ma non mancano accenni anche a un sound che vede termini di paragone in special modo nei Satyricon di "The Shadowthrone", influenza riscontrabile maggiormente in "Malleus Christianorum" e in "Guerriero Del Sole Nero". Sono invece "Il Culto Del Nulla" e "Il Sentiero Tra Le Nebbia" gli episodi in cui la maligna aura svedese si fa più presente. L'ultima citata merita però considerazioni a parte, perché si assesta — insieme a "Malleus Christianorum" — come il meglio della parte dei Funera Edo: il riffing è davvero crudele, i pattern di batteria potenti e precisi e la voce sfoggia una prestazione assolutamente eccelsa e penetrante in questa lunga composizione, le cui varie parti si incastonano tra loro alla perfezione, dilatando e amplificando enormemente una cupa sensazione di oscuro misticismo.

Tocca ora agli Inner dare il via alla propria performance, improntata per lo più su un approccio in cui la scena norvegese dei primi anni Novanta la fa da padrone. Le atmosfere sono gelide e morbose e il gruppo dimostra di aver assimilato ottimamente la lezione impartita a quel tempo da Mayhem e Darkthrone. Il pezzo migliore della parte a opera degli Inner è senza dubbio l'ossessiva "Mantra", un'invocazione sentita e accorata alle forze oscure, mentre "Ode To Worthlessness" è circondata da un'aura angosciante degna dei migliori Shining; l'arpeggio iniziale e centrale di quest'ultima traccia è una morsa gelida che stringe il cuore dell'ascoltatore trascinandolo inesorabilmente nelle profondità dell'abisso dal quale gli Inner stanno suonando. Ottimo anche il pezzo di chiusura "Whited", corto e compatto, ma assolutamente abrasivo.

La produzione generale merita un elogio, perché in entrambe le parti è perfetta per ciò che deve trasmettere: più nitida e ben livellata per i Funera Edo, mentre è soffusa e maggiormente cupa per gli Inner.

"Dolore Iconoclasta" mette in mostra molto bene le ottime potenzialità di due ottime band che sapranno senza dubbio affinare ulteriormente le proprie capacità e sfornare prodotti davvero di qualità, come questo split. Se siete amanti del Black nelle sue due principali e più classiche forme, non lasciatevi sfuggire questo lavoro, ben supportato e promosso da una etichetta che dimostra di sapere il fatto suo, soprattutto in termini di qualità del materiale e di rispetto nei confronti del pubblico (e scusate se è poco). La Nera Fiamma ha dei nuovi messaggeri.

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