FUNERAL FORNICATION – Fornography: A Compendium Of Decadence And Defilement

 
Gruppo: Funeral Fornication
Titolo:  Fornography: A Compendium Of Decadence And Defilement
Anno: 2013
Provenienza:  Canada
Etichetta: Acephale Winter Productions
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. The Weeping Tree
  2. Cold Colossus
  3. No One Has The Right To Exist
  4. Upon Many An Altar Of Decay
  5. Limbonic Winds
  6. Channeling Volatile Energy
  7. Riding In The North
  8. The Thorn Of Capricorn
  9. In League With Wolves
  10. Sorrowspell
DURATA: 58:51
 

Funeral Fornication è un progetto canadese, attivo ormai da più di una decade e guidato dal solo Vultyrous che ha già all'attivo una discografia composta da ben quattro album (l'ultimo dei quali, "Pandemic Transgression", fu recensito a suo tempo dal nostro buon Mourning) e una manciata di materiale contenuto in vari split e demo, oltre a un lavoro di matrice Ambient a nome Ringbearer. Il lavoro che mi trovo ora tra le mani è "Fornography: A Compendium Of Decadence And Defilement", una raccolta di pezzi estrapolati da diversi episodi del percorso musicale della one-man band, uscita in formato cassetta tramite la Acephale Winter Productions e limitata a cinquanta esemplari.

Quanto presentatoci da Funeral Fornication è un Black Metal lo-fi, dai toni spesso depressivi, ma fin troppo monotematico: le composizioni non sono completamente da gettare via, c'è qualche interessante intuizione atmosferica ben allineata alla matrice concettuale del prodotto e un riffing discretamente scuro, però l'insieme difficilmente si dimostra in grado di penetrare in profondità nell'animo di chi ascolta, ottenendo quindi poco di più che fugaci attenzioni.

Il senso melodico immesso nelle tracce è spesso inconcludente e sembra seguire un canovaccio di genere sovente stucchevole e purtroppo nemmeno particolarmente ben riuscito ("Channeling Volatile Energy", "The Weeping Tree", "In League With Wolves"). I risultati non migliorano nemmeno quando Vultyrous tenta di prodursi in qualcosa di più elaborato: per quanto magari anche formalmente accettabile nell'esecuzione, ciò che fuoriesce da pezzi come "Limbonic Winds", "Cold Colossus" e "The Thorn Of Capricorn" è un continuo susseguirsi di sezioni sterili e talvolta anche un po' esasperanti.

All'interno della scaletta possiamo comunque trovare alcuni buoni spunti: ad esempio il turbinio di soluzioni presente in "Upon Many An Altar Of Decay", per quanto difficile da contestualizzare, riesce a trasmettere un senso di altalenante quiete caotica sufficientemente coinvolgente; a sua volta, "Riding In The North", nonostante una pomposità un po' fuori luogo, nella sua pretesa di ricalcare le orme di certi Immortal riesce a scuotere il tedioso torpore in cui l'ascoltatore si ritrova immerso. Occorre tuttavia rimarcare come questi pochi sprazzi che destano interesse restino un lascito troppo povero per un lavoro contenente poco meno di un'ora di Black Metal.

Non conoscevo null'altro di Funeral Fornication fino a questo momento, quindi non posso esprimere un giudizio globale e onnicomprensivo: forse l'aver estratto pezzi da molte uscite differenti ha decontestualizzato la loro resa all'interno del disco cui erano stati destinati e quindi ascoltando gli album interi il risultato potrebbe forse essere più soddisfacente. Ciò che posso dire per certo è che non credo proprio che "Fornography: A Compendium Of Decadence And Defilement" sia la scelta più indicata nel caso in cui vogliate approcciarvi per la prima volta alla produzione di Funeral Fornication.

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