FUNERAL FORNICATION – Pandemic Transgression

FUNERAL FORNICATION – Pandemic Transgression

 
Gruppo: Funeral Fornication
Titolo:  Pandemic Transgression
Anno: 2011
Provenienza:   Canada
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. Transgression Pt. I : In Exordium
  2. Of Fornication And Folklore
  3. The Thorn Of Capricorn
  4. Twin Suns
  5. Cold Colossus
  6. Transgression Pt. II : Ad Mortem
  7. No One Has the Right To Exist
  8. Glacial Ceremony
  9. Oblique
  10. In Times Of Weakness, My Being Is Compromised
  11. Transgression Pt. III : Ex Inferis
DURATA: 01:00:16
 

Vultyrous non è un personaggio sconosciuto alla nostra 'zine, l'avevamo già incrociato in veste di cantante/chitarrista degli Artep, i Funeral Fornication sono invece il suo progetto solista a cui diede vita nel 2003 in qualità di act dalle influenze pagan/black/thrash virando poi su soluzioni vicine all'ambito depressive. Il 2011 porta con sè anche "Pandemic Transgression", nuova opera uscita sotto quest'ultimo nome.

Non è un caso che fra le mani mi ritrovi un platter dai suoni scuri e diluiti, le ritmiche non spingono praticamente (quasi) mai sull'acceleratore, è una versione di black che attinge dal versante al limite con le atmosfere doom più funeree grazie al lavoro dell' artista, ispirato nel ricreare melodie sinistre e sapiente nell'utilizzare il pianoforte e i synth per aumentare quella sensazione di perenne decadimento che in alcuni franquenti quasi al limite col persecutorio affresca l'ambienti con corpose e dense portate di malinconia leggiadra ma incatenante.

Sono queste le doti di un album, "Pandemic Transgression", che nei brani veri e propri come "The Thorn Of Capricorn", "Twin Suns" e "Glacial Ceremony" evidenzia anche delle strutture non forzatamente tipiche del genere "depressivo", sono infatti più ricche, ecletticamente sinfoniche e impreziosite dalla prestazione vocale equilibrata nel dividersi fra recitato, clean, growl e scream.

Se tantissimi sono i pregi elencabili, è anche vero che qualche difettuccio qua e la lo si può riscontrare, in primis il fatto che il pianoforte, elegante e funzionale alle dinamiche atmosferiche, finisce in più di un'occasione per esser quasi sepolto dal complesso strumentale nel momento in cui assume forma più sostanziosa, è soprattutto la drum machine ad oscurarne la presenza.

Altra lieve, ma curabile mancanza è legata al volersi volutamente complicare la vita, avendo a disposizione un riffing estremamente vario e capace di svolgere adeguatamente il proprio compito sia nei momenti più funerei che in quelli di derivazione dark metal, non comprendo il perché in certe occasioni sembri comprimersi per poi sfociare in un nulla, a dir la verità sono sporadici tali attimi e vi renderete facilmente conto da soli di quali essi siano.

Nel complesso "Pandemic Transgression" è un'opera ben riuscita, cullante nelle sue incursioni strumentali affidate alle tre parti di cui è costituita "Transgression" ("In Exordium", "Ad Mortem", "Ex Inferis") e altrettanto inquietantemente intrigante per quanto concerne le restanti tracce.

Se amate il metal atmosferico di qualsiasi estrazione (dark, doom, black) troverete nei Funeral Fornication una piacevole risposta ai vostri bisogni musicali, ve ne consiglio vivamente l'ascolto.

 

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