FUNERAL TEARS – Beyond The Horizon

 
Gruppo: Funeral Tears
Titolo: Beyond The Horizon
Anno: 2017
Provenienza: Russia
Etichetta: Satanath Records / Cimmerian Shade Recordings
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TRACKLIST

  1. Close My Eyes
  2. Breathe
  3. Dehiscing Emptiness
  4. I Suffocate
  5. Beyond The Horizon
  6. Eternal Tranquility
DURATA: 56:07
 

I Funeral Tears sono una certezza sin dalla prima uscita, "Your Life My Death", datata 2010. Le opere successive del progetto funeral doom metal di Nikolay Seredov ("The World We Lost" del 2014 e lo split con i Поезд Родина intitolato "Frozen Tranquility" del 2015) non fecero altro che rafforzare la sensazione che non mi avrebbe mai deluso. Una volta giuntomi fra le mani l'ultimo disco "Beyond The Horizon", ero perciò praticamente certo che quanto ascoltato sarebbe stato di mio gradimento.

Probabilmente la proposta dei Funeral Tears è prevedibile, d'altro canto le armi in dotazione al progetto russo sono semplici e opportune: una composizione che ruota su cardini stilistici ormai ben rodati; un'atmosfera plumbea dotata di un tocco di grigiore perlaceo costante; e un senso di dolenzia causato dalle melodie eteree dal retrogusto agrodolce e da un assetto ritmico basilare ma robusto. A livello vocale, Seredov sfodera la solita buona prestazione in growl profondo (con qualche tratto scream) per irrobustire e infondere maggiore asperità al tessuto sonoro.

Ci troviamo così immersi in una bolla che ci separa dalla realtà, all'interno della quale mestizia e malinconia regnano incontrastate. Brani davvero belli nella loro visione elementare del genere come "Dehiscing Emptiness", "I Suffocate" ed "Eternal Tranquility" (già presente nello split, ma riproposto in una nuova versione di maggiore durata) ci conducono delicatamente all'abbandono, alla ricerca di una serenità alienante quanto appagante.

I Funeral Tears si trovano da sempre incastrati in una piacevolissima fase di stasi, un'area priva di una propria personalità. "Beyond The Horizon", infatti, non è considerabile né un passo indietro né avanti, piuttosto è un concentrato di tutto ciò che la band sa proporre di buono; è una lezione appresa, assimilata e riversata in note, l'ennesimo disco il cui ascolto è benvenuto, poiché bisogna saperci fare anche per riscaldare la stessa minestra.

La musica di Nikolay Seredov riuscirà a far breccia nel cuore degli appassionati di funeral doom, specialmente in chi ama le derive più melodiche. Va detto però che obiettivamente ci si potrebbe — e dovrebbe — attendere qualcosa di più da un artista simile: sarebbe proprio ora di cambiare passo!

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