FUNERAL TEARS – The World We Lost

FUNERAL TEARS – The World We Lost

 
Gruppo: Funeral Tears
Titolo: The World We Lost
Anno: 2014
Provenienza: Russia
Etichetta: Marche Funebre Productions
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TRACKLIST

  1. My Dead Spring
  2. Crippled
  3. When Your Song Ends
  4. Our Gods Are Dead
  5. Outro: The World We Lost
DURATA: 39:42
 

Era da un po' di tempo che speravo di poter ascoltare nuovo materiale dei Funeral Tears di Nikolay Seredov, poiché erano trascorsi cinque anni dalla prima uscita "Your Life My Death". Non essendomi però giunta notizia della pubblicazione sul finire del 2014 del secondo album "The World We Lost", mi sono meravigliato di ritrovarlo nella buca delle lettere, grazie al sempre disponibile Andrew Oboskalov, titolare dell'etichetta Marche Funebre Productions.

L'incantevole, decadente e amara rappresentazione musicale che dava vita ai cinque brani dell'esordio viene in tutto e per tutto ripresentata. Il numero degli episodi che la compongono è rimasto uguale, così com'è simile l'enorme importanza per il settore melodico che praticamente guida il passo dei pezzi, anche a livello di atmosfere tramite l'uso calibrato dei sintetizzatori. L'esempio perfetto ci viene fornito dalla mutevole, struggente e agonizzante fisionomia modellata per un vero e proprio gioiello di grigiore qual è "Crippled", trovando nel growl di Seredov quell'ancora capace di trascinare ancora più giù nel terreno l'animo già sepolto da una quantità ingente di sofferenza e oblio. La dolcezza di certi fraseggi viene poi inasprita proprio dalla presenza del cantato, mentre le sezioni ritmiche maggiormente allentate — quasi a voler ingannare, tese a celare la natura incorrotta e priva di spiragli di luce del disco — non fanno altro che apportare ulteriore fascino a una serie di brani che si avvolgono di oscurità, romanticamente inconsolabili.

Nikolay pare inoltre aver risolto i non così gravi problemi di produzione che attanagliavano "Your Life My Death", conferendo maggior consistenza al suono delle chitarre, quanto sistemato la forma canzone, che stavolta è divenuta lievemente meno quadrata e ripetitiva, nonostante sia inequivocabilmente legata agli stilemi classici del genere, compiendo così un piccolo tuttavia apprezzabile passo in avanti.

Se ancora non vi fosse chiaro, il mondo dei Funeral Tears è fatto di solitudine e annientamento, tant'è che la traccia conclusiva, nella quale la parte recitata è interpretata da Seredov sul testo scritto da Sudyin Maxim, ne ritrae egregiamente l'epitaffio:

«Dry black flakes of ashes covers skeletons
Without faces throwing out the bitter of lost hopes.
We believed in holiness of your sins
When we hammered last nail in the coffin of our world
».

La domanda che dovreste porvi ora è quindi la seguente: vorrei prendere parte a tutto questo? Se la risposta fosse un secco sì, non vi rimarrebbe altra azione da compiere se non quella di entrare in possesso di "The World We Lost", perdendo ciò che di umano vi appartiene nell'abbandono di un'armoniosa fine.

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