FUNERAL TEARS / ПОЕЗД РОДИНА – Frozen Tranquility

FUNERAL TEARS / ПОЕЗД РОДИНА – Frozen Tranquility

 
Gruppo: Funeral Tears / Поезд Родина
Titolo: Frozen Tranquility
Anno: 2015
Provenienza: Russia / Ucraina
Etichetta: Symbol Of Domination Productions / Metallic Media
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Поезд Родина: non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Поезд Родина – Ледяная Голгофа
  2. Funeral Tears – Разливая По Bенам Yсталость
  3. Поезд Родина – Всего Лишь Cмерть
  4. Funeral Tears – Eternal Tranquility
  5. Поезд Родина – Мертві Kвіти
  6. Funeral Tears – Hope
DURATA: 53:42
 

"Frozen Tranquility" è uno split interessante che vede protagonisti i russi Funeral Tears di Nikolai Seredov (Taiga ed ex Mirror Morionis) — realtà nota ad Aristocrazia  — e i russo-ucraini Поезд Родина (Poyezd Rodina), al cui interno si muovono il polistrumentista Andrey T. (Montes Insania) e il cantante Eugene (Fleurs De Mal, Montes Insania e Sobbing Wind).

Il titolo dell'opera trasmette l'immagine di una prigionia immobilizzante e che conduce a una lenta e inesorabile dimenticanza, mentre la scaletta racchiude sei tracce di musica cromaticamente grigia, che esternano in maniera palese il loro attaccamento al territorio funeral doom. Ogni progetto ha tre brani a disposizione, per oltre cinquanta minuti il cui ascolto affiorano con naturalezza sentimenti quali disperazione, agonia e solitudine, rappresentati da cadenze ritmiche pachidermiche, melodie dolci ma che celano — non poi così velatamente — un retrogusto particolarmente amaro e prestazioni vocali che scavano solchi nell'animo, sfruttando un growl profondo e cavernicolo.

Il disco si mantiene costantemente su di un livello superiore alla media. Per quanto riguarda l'aspetto prettamente compositivo dei pezzi, i migliori per rifinitura — soprattutto chitarristica — e ispirazione sono quelli dei Funeral Tears, specialmente "Разливая По Bенам Yсталость". Per ciò che concerne invece l'impianto atmosferico, approccio e scelta di suono sono differenti: drammatica e rovinosa la musica dei Поезд Родина, schiacciante ma ben più languida e anestetizzante quella di Seredov. Quest'ultimo risulta inoltre più incisivo anche nel dare voce al proprio dolore, rispetto a quanto proposto da Eugene, la cui pecca è forse ravvisabile in una radicata staticità espressiva.

"Frozen Tranquility" è un buon modo per incrociare e apprezzare il lavoro svolto dalle formazioni est-europee in questione. Ovviamente per approfondirne la conoscenza vi consiglio di approcciare le uscite più corpose e significative delle loro ancora brevi carriere, nell'attesa che ci venga consegnato altro materiale con il quale lasciarci andare a una piacevole e prolungata sofferenza.

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