FUNERAL WHORE – …For All Eternity

 
Gruppo: Funeral Whore
Titolo:  … For All Eternity
Anno: 2010
Provenienza:  Olanda
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Facebook  Twitter  Bandcamp  Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. The Bitch Died
  2. Camp Blood
  3. Eternal Genocide
DURATA: 10:01
 

Cosa succede quando uno si trova ad ascoltare un demo del 2010 che racchiude in sé la Svezia degli anni Novanta di Grave ("Into The Grave" e "You'll Never See…") e Dismember coniugati con l'odore di morte che gli Asphyx sapevano, e sanno ancora sprigionare? Si può solo godere signori miei.

Gli olandesi Funeral Whore ai più attenti non risulteranno sconosciuti, i ragazzi hanno condiviso il palco con i nostrani Profanal in giro per l'Europa e i tedeschi Obscure Infinity, è quindi un quartetto fatto della stessa pasta quello formato da Roy (chitarra e voce), Kellie (chitarra), Tim (basso) e Olle (batteria), ragazzi che amano il death metal vecchia scuola e suonano ciò che piace loro.

Non è musica per educande, non troverete melodie altamente fruibili né tastierine "piri piri", se pensate di esser saliti sulla giostra di qualche compagine melodic death dell'ultima ora scendete pure, "…For All Eternity" è tutt'altra storia e In appena dieci minuti mettono in chiaro la situazione.

L'apertura spetta a "The Bitch Died" pesante, greve, riffoni che sminuzzano la carne, il male ha bisogno di esser nutrito e loro lo fanno con estremo piacere, belli gli assoli e quei rallentamenti profondi che ti permettono di lasciare mentalmente i giorni nostri catapultandoti un ventennio indietro, se il buon giorno si vede dal mattino stiam messi alla grande. La morte del resto non riposa, si deve pagar pegno e "Camp Blood" ce lo ricorda, l'assist offerto dall'estratto cinematografico da "Venerdì 13" ci getta in un mondo fatto di crudeltà infinita nel quale ancora una volta è la parte doomy a inspessire quell'alone torbido e nero che avvolge un pezzo che fra adrenalina e orrore scorre veloce sino a condurci alla conclusiva "Eternal Genocide", una canzone sfrontata e pestata fino all'ultimo secondo, vale proprio la pena di far roteare prepotentemente il collo.

Strumentalmente i Funeral Whore seguono gli standard del genere, per quanto la personalità sia un fattore difficilmente riscontrabile in prove di questo tipo, è il valore dei pezzi a fare la differenza e lì i lavori sono in stato avanzato, la voce di Roy poi è catacombale quanto basta per inserirsi alla grande nel contesto, l'unico appunto potrei farlo al missaggio che risulta un po' bassino di volume, ho dovuto alzarlo parecchio prima di inquadrare al meglio i suoni.

Mi auguro che al più presto vengano messi sotto contratto da una etichetta che li supporti degnamente con la speranza quindi di poter ascoltare un vero esordio in tempi non troppo lontani. In attesa che ciò avvenga, posso solo consigliarvi di ascoltare i Funeral Whore per farvi un'idea precisa e non fatevi remore nel contattarli per accaparrarvi il materiale già pubblicato. Il death metal, quello vero, per fortuna non muore mai.

Facebook Comments