FUNGUS – The Face Of Evil

 
Gruppo: Fungus
Titolo:  The Face Of Evil
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Bloodrock Records
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TRACKLIST

  1. The Face Of Evil
  2. Gentle Season
  3. The Great Deceit
  4. Rain
  5. The Key Of The Garden
  6. Share Your Suicide part III
  7. Angel With No Pain
  8. Better Than Jesus
  9. Requiem
  10. The Sun
DURATA: 53:56
 

Suonare retrò ed essere convincenti nel farlo sta diventando sempre più complicato. Sono infatti migliaia le band che si avventurano nel ripescare le sonorità del passato e sono veramente tante quelle che si limitano a una riproposizione da copia e incolla o formalmente ineccepibile, ma totalmente priva di carattere, inondano così un mercato discografico che oggi offre anche troppa scelta. Se ciò non bastasse, essere italiani è da sempre stato un fattore limitante per moltissimi artisti: che questo sia anche il caso dei Fungus? La formazione genovese sorta nel 2002 ha già raggiunto il traguardo del terzo disco, dopo aver pubblicato "Careful!" nel 2004 e "Better Than Jesus" nel 2010, ha rilasciato nel 2013 "The Face Of Evil", quello che si potrebbe identificare come un personale e maturo tributo agli anni Sessanta e Settanta intrisi di progressive, blues, psichedelia e folk.

La band è in possesso di un'anima compositiva multisfaccettata e l'ascolto dell'album rivela un numero di presenze-influenze decisamente ampio, per lo più riconoscibili. Esse sono selezionate e utilizzate in maniera tale da ammantare la scaletta con un telo equilibrato che la protegge dalla luce, facendone filtrare solo quei raggi adeguati a smorzare il piacevole grigiore che pare attanagliarla; al tempo stesso vengono regalati alcuni brevi momenti di spensieratezza attraverso note capaci di far viaggiare. Questi aspetti si rivelano in brani come la struggente ballata bucolica "The Great Deceit" e in "The Key Of The Garden", più orientata a rievocare l'era beat.

La direzione intrapresa dai musicisti nostrani è volutamente tortuosa e decisamente mesta nell'umore, ne sono riprova le atmosfere incastonate sia nella più articolata canzone che dà il titolo al lavoro posta in apertura che nella successiva "Gentle Season", due episodi che — pur essendo per dinamiche e modalità espressive totalmente diversi, con il primo dalla forte inclinazione a concedersi al lato progressivo e hard rock, mentre il secondo principalmente avvolto in quello folcloristico — condividono quella sensazione sofferta che sul lungo andare diviene il filo conduttore della scaletta. Quel sentimento scuro e affascinante è infatti riscontrabile, seppur in forma sempre diversa, anche in canzoni quali "Rain", "Share Your Suicide" e "Angel With No Pain", serpeggiando al di sotto delle qualità evocative, misteriose, accattivanti e settantiane in loro possesso e ponendosi invece nel ruolo di spalla ideale per l'acidità inclusa in "Better Than Jesus" e il blues rituale di "Requiem".

"The Face Of Evil" è un disco pervaso dal tormento che si avvalora di una preziosa prestazione vocale, alquanto teatrale, del cantante e chitarrista Dorian Deminstrels e che ha poco da invidiare a quelli rilasciati da artisti come Witchcraft e Kadavar, un lavoro di buonissima fattura che si conclude in un crescendo emotivo canalizzato nella splendida "The Sun" e del quale v'invito a fare la conoscenza. Il marchio Bloodrock vi sia di supporto: è sinonimo di qualità e di certo stavolta non ha fatto eccezione.

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