Fyrnir - Awakening | Aristocrazia Webzine

FYRNIR – Awakening

Gruppo: Fyrnir
Titolo: Awakening
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Hljoð
  2. Fortunale
  3. Yr
  4. Slahan
  5. Bär Serkr Gangr
  6. Jormungandr
  7. Hate And Betrayal
  8. Ἀπειρως
  9. Lycantropia
DURATA: 46:01

Se segui queste pagine da prima della pandemia o bazzichi per serate in Campania, è probabile che tu conosca già il nome Fyrnir. Incontrata la band dal vivo insieme ai Taur-Im-Duinath nel 2019, ne aspettavo il debutto discografico e, finalmente, eccomi qui a parlarne. Awakening ha avuto una gestazione lunghissima e, per varie contingenze, ha visto la luce solamente poche settimane fa, nonostante i miei conterranei ci abbiano lavorato su per almeno tre anni. L’album però, al netto dei tanti riferimenti al passato di cui sotto, non puzza di vecchio e, anzi, si infila in uno spaccato tra i sotto-generi estremi particolarmente fresco.

Prendendo le mosse da un death metal prevalentemente atmosferico, annerito da influenze vichingo-scandinave di fine secolo scorso (Windir ed Enslaved su tutti), Awakening ci presenta il progetto in tutta le sue sfaccettature. C’è decisamente del folk — chiaramente figlio dei Wardruna — infilato qua e là nella scaletta, ma non mancano passaggi dal retrogusto prog che fanno risaltare l’attenzione posta sul fronte degli arrangiamenti. In generale, sono tre quarti d’ora di mazzate tirate con la giusta rincorsa, che partono con decisione sospinte dalla furia di “Fortunale”, traccia con la quale il quartetto campano aveva anticipato l’uscita dell’intera prova. Ce n’è poi per tutti i gusti, da una più cadenzata “Slahan” a una più tirata “Hate And Betrayal”, passando dai brevi intermezzi epicheggianti di “Hljoð” e “Jormungandr” fino a raggiungere la complessità della più lunga, articolata e per certi versi opethiana “Lycantropia”.

Facendo un discorso strettamente musicale, le scelte azzeccate superano quelle discutibili, che comunque ci sono. Il mix proposto dal progetto Fyrnir, in questo suo debutto, è ancora lavorabile, ma già così come si presenta risulta affascinante. Il blackened death arioso e intricato che propongono i miei conterranei è deciso e ragionato, calcolato, in certi punti quasi calibrato alla perfezione. In altri momenti, però, questo bilanciamento va a farsi benedire: “Fortunale”, ad esempio, è un brano monolitico, carico della furia naturale da cui prende il nome, eppure c’è un coro con voci pulite che sa troppo di stadio.

Dal punto di vista tematico, invece, ci troviamo di fronte a un album con molti riferimenti, davvero moltissimi, per alcuni potenzialmente troppi. Ragionando con un’ottica filologica, colta e studiata tutto fa capo a una stessa macro-famiglia, tutto è collegato, ma è nella loro diversità che mitologia greca, scandinava e germanica trovano una propria unicità. Il passaggio da un contesto fondamentalmente nord-europeo (“Hljoð”, il cui nome si riferisce a una gigantessa e valchiria della Völsunga saga) all’area mediterranea con la già citata “Fortunale”, per poi tornare ancora al mondo germanico con “Yr”, è spiazzante a essere buoni e fa storcere il naso a essere intransigenti. La stessa dinamica si ritrova nella seconda metà di Awakening, con “Ἀπειρως” infilata tra “Hate And Betrayal” e l’indoeuropeissima “Lycantropia”. Sia chiaro, gli spunti presi singolarmente sono tutti molto interessanti, ma disposti e organizzati in questa maniera danno un’idea di scarsa coesione e coerenza interna all’opera.

Al netto di tutte queste sbavature, compresa una copertina che non mi comunica né mi attira granché, non me la sento affatto di bocciare Awakening viste le potenzialità che presenta. Mi auguro davvero che il futuro del progetto Fyrnir non sia in balia di un fortunale, perché se il quartetto riuscisse a realizzare un seguito più coerente allora potremmo trovarci tra le mani un disco senz’altro di un certo spessore.