G.R.I.T.H. – Truly Creating And Dispassionately Ruining

Informazioni
Gruppo: G.R.I.T.H.
Titolo: Truly Creating And Dispassionately Ruining
Anno: 2011
Provenienza: Russia
Etichetta: Rm Records
Contatti: myspace.com/grithprog
Autore: Mourning

Tracklist
1. Deep I
2. Origin Theories
3. Threshold
4. Mental Depths Knowledge
5. Mind Patterns
6. The Great Ascent
7. Tasting The Emptiness
8. Truly Creating And Dispassionately Ruining
9. Entering Darkness
10. Superior
11. Deep II

DURATA: 41:28

Da Novgorod in Russia arrivano i G.R.I.T.H. (Grievous Ramble In True Hereafter), il quartetto ha realizzato nel 2011 l’album “Truly Creating And Dispassionately Ruining”, un classico esempio di death tecnico che miscela le lezioni impartite da maestri come Death, Atheist e gli australiani Alchemist (sconosciuti a molti) con la visione più oltranzista portata avanti sul finire degli anni Novanta dai Necrophagist.
È quindi una miscela di rabbia, tecnica e grandi atmosfere la massa che tenta di trovare una forma propria all’interno del disco.
Chi si attendesse un “piri pirì” continuo o una mera lezione di musica in stile maestrino sullo strumento, vedasi Obscura, beh, avrebbe di sicuro sbagliato band, è evidente che i ragazzi ci sguazzino nelle scelte complesse e che non si limitino a riprodurre un riffato di matrice “old school”.
È interessante notare quanto e come riescano a dilatare i pezzi infilando dei momenti di “quiete” ai quali antecedeno e fanno seguire delle sonore “martellate”, assoli da capogiro come avviene in “Mental Depths Knowledge” e che anche nei frangenti in cui rischiano di diventare esageratamente cervellotici, a esempio in “Entering Darkness”, trovano la maniera di far quadrare la situazione grazie a un’esecuzione priva di sbavature.
I più potranno obiettare che “Truly Creating And Dispassionately Ruining” suoni “vecchio”, però si potrebbe aggiungere che rispetto alle odierne release ultra-uber-technical che inondano il panorama e nelle quali la valenza di una componente cancerogena “core” ha ridotto il mondo del death “progressivo – avanguardistico” a un settore sempre più ricco di ciuffi tagliati male e urletti striduli, un pezzo strumentale come “Mind Patterns”, erede naturale dell’evoluzionismo techno/thrash, con il suo appeal melodico non solo strappa consenso dopo un solo passaggio ma fa il culo a strisce a tanti di quei “fighetti” che realmente “cazzeggiano” producendo liquame spacciato per altro.
La materia prima nei G.R.I.T.H. non è assente, bisogna modellarla un po’, dietro al microfono l’operato di Vlad cattivo e pressante sembra molto figlio dei Napalm Death, la pressione ed efficacia sono ottime, le varianti imposte poche, tende quindi a divenire monotono in alcune occasioni, del resto è un dettaglio che si può correggere ed essendo questa la critica di rilievo a un lavoro come “Truly Creating And Dispassionately Ruining” potrete ben capire che l’ascolto sia stato accolto con un piacere andato ben oltre le mie più rosee aspettative.
Il talento c’è, le doti per affascinare gli appassionati di questo filone pure, non mi resta quindi che consigliarvi di far girare un paio di volte nello stereo “Truly Creating And Dispassionately Ruining” e buon divertimento.

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