Galera - Fai Finta Che Mi Ami

GALERA – Fai Finta Che Mi Ami

Gruppo:Galera
Titolo:Fai Finta Che Mi Ami
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Boia
  2. Tenebra
  3. Strilla Ancora
  4. S’Accabadora
  5. Fai Finta Che Mi Ami
DURATA:15:00

Prima di farsi crescere i capelli e diventare adepto della musica del Male, chi scrive si è formato musicalmente con il punk hardcore. Senza troppi sospiri e rimpianti per un tempo che non può più tornare, devo ammettere di essere particolarmente felice di poter parlare su queste pagine telematiche di un genere a cui devo moltissimo.

I Galera nascono nel 2012 dalle ceneri degli Ebola, band capitolina artefice di un feroce death metal. La formazione è rodata e ben presto inizia a dividere il palco con gruppi di spessore, come i Napalm Death o gli Anaal Nathrakh, oltre a registrare un paio di EP autoprodotti in pieno spirito do it yourself. Dopo un periodo piuttosto travagliato, segnato da diversi cambi di line up, i Galera si riaffacciano sulle scene sotto forma di one man band con una nuova uscita da aggiungere alla propria discografia.

I cinque brani di Fai Finta Che Mi Ami sono all’insegna di un hardcore fortemente ibridato con il metal, con sonorità che saranno certamente familiari ai fan di Converge e Hate & Merda, ma con un tocco di cupa disperazione in più. Il brano di apertura, “Boia”, è sin dai primi secondi un ceffone sul muso dell’ascoltatore: allo screaming carico di angoscia di Roberto si affianca una sezione strumentale che, dopo un incipit lento e quasi opprimente, sfocia in un assalto sonoro che vira pericolosamente verso il grindcore. Di diverso tenore il pezzo successivo, “Tenebra”, che con la sua inconfondibile matrice punk hardcore è una bordata di sconforto e dolore; forse il più sofferto dei cinque insieme a “Strilla Ancora”. “S’Accabadora”, con il ripetersi quasi ipnotico di una manciata di accordi, sembra quasi voler spingere l’ascoltatore in un abisso di dolore, la cui unica via d’uscita è la morte offerta dalla femina accabadora, figura in bilico tra la realtà e le leggende dell’isola dei nuraghi. La title track chiude l’EP e funge da outro strumentale, abbandonando la furia degli episodi precedenti a favore di un dark ambient che potrebbe sembrare un’occasione per tirare il fiato e riprendersi dallo scoramento, ma in realtà non fa altro che ispessire l’atmosfera cupa che avvolge il lavoro.

Sebbene Fai Finta Che Mi Ami sia una scheggia impazzita dalla durata minimale di appena un quarto d’ora, è un disco che funziona. I cinque brani che lo compongono sono scritti bene, con ogni sezione esattamente dove dovrebbe essere, e definirli coinvolgenti è a dir poco riduttivo. Con il loro concentrato di rabbia e disperazione i Galera dimostrano che la fiamma dell’hardcore brucia ancora.

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