GALL – Anonym

GALL – Anonym

Informazioni
Gruppo: Gall
Anno: 2010
Etichetta: Lynx
Contatti: non disponibili
Autore: Mourning

Tracklist
1. Anonym
2. In The Mirror Of Dreams
3. Disaster Calls Another
4. Highway In The Galaxy
5. Flying In Circles
6. Evening Sun
7. All Believers
8. Irish Dance
9. Fools Don’t Lie

DURATA: 50:50

Gall non è un monicker particolare o che voglia dire chissà cosa, è semplicemente il cognome del cantante polacco Lukasz Gall.
Chi ascolta prog rock l’avrà magari sentito nominare o l’avrà già ascoltato in formazioni quali Millenium o come guest nei Moonrise, fatto sta che come spesso accade la voglia di provare qualcosa di diverso ha portato il cantante a dar vita al progetto solista che pur presentando musica raffinata non rinuncia alla matrice progressiva, divenendo sicuramente appetibile a una più vasta gamma di ascoltatori.
A supportare questa uscita non poteva che esserci la Lynx etichetta di proprietà di Ryszard Karmaski, compagno d’avventura del singer nei Millenium nonché uomo prescelto per ricoprire il ruolo dietro il mixer, ma non è il solo, vi è infatti una schiera di amici/colleghi provenienti oltre che dalle formazioni già citate da realtà quali Albion, Loonypark, Nemezis a dare contributo.
Non si parla quindi del debutto di un novellino, gli undici anni d’attività già trascorsi con la band di cui è l’uomo dietro il microfono e le altre esperienze acquisite nel corso della sua carriera lo hanno formato, il suo timbro e l’impostazione delle liriche non tradiscono quanto molti conoscono delle sue prestazioni in generale.
Cinquanta minuti accattivanti, che puntano a sedurre l’ascoltatore con inviti ricchi di melodia fine ma che non si dimentica la radice prog/rock trovando nella reale opener dell’album “In The Mirror Of Dreams” la risposta ai dubbi su quale potesse essere la direzione artistica intrapresa.
Il brano possiede una bella carica, è brillante, alterna parti briose ma mai sostenute ad altre profondamente emotive in cui il lavoro di synth d’accompagnamento e la chitarra che s’inserisce nel ricamare brevi assoli in fade lo colorano come pennellate su una tela, è evidente che non c’è l’esigenza di distaccarsi in maniera completa da quella che è la sua natura all’interno dei Millenium per dimostrare di poter venire incontro anche a chi ha esigenze meno particolareggiate.
“Disaster Calls Another”, sarà forse a causa delle tastiere, mi ha ricordato a tratti i Van Halen inseriti in un contesto decisamente eighties che più di una volta ha fatto rimbalzare il nome dei Marillion nella mia testa, presenza che mi è sembrata ancor più evidente in quella che ritengo essere una delle highlight del disco: “Flying In Circles”.
“Anonym” di anonimo ha solo il titolo, non vi sono filler, attimi di stanca, è un platter rilassato probabilmente più esposto al versante pop, sì, strizza un po’ l’occhiolino ma non scade mai in scelte prettamente di mercato tanto che arrivare all’ultima “Fools Don’t Lie” (passando per una “Evening Sun” con un attacco fantastico fra assolo di chitarra e tastiera) dove Lukasz si esprime al meglio delle proprie possibilità, immettendo nel pezzo una forte espressività che lo caratterizza e rende una spanna superiore agli altri, sarà un gioco da ragazzi.
Poco meno di un’ora di musica che se ne va via dolcemente, se qualcuno si chiedesse qual è la formula giusta per creare un buon disco che possa ricevere consensi anche da chi non sia un appassionato del genere senza doversi per forza svendere, beh consiglierei d’ascoltare questo “Anonym”.
Date la possibilità a Lukasz d’emozionarvi e ne verrete ricompensati con della gran bella musica.

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