GALLOPS – Yours Sincerely, Dr. Hardcore – Aristocrazia Webzine

GALLOPS – Yours Sincerely, Dr. Hardcore

Informazioni
Gruppo: Gallops
Titolo: Yours Sincerely, Dr. Hardcore
Anno: 2012
Provenienza: Galles
Etichetta: Holy Roar / Blood & Biscuits
Contatti: facebook.com/gallopsgallops
Autore: Mourning

Tracklist
1. Astaroth
2. Jeff Leopard
3. Hongliday
4. Lasers
5. Rhythm Is A Misery
6. G Is For A Jaile
7. Window Fx
8. Bromden
9. Skyworth
10. Crutches

DURATA: 54:58

Math-Rock? Post-Rock? Musica strumentale? Mah, capita di trovarti fra le mani un disco che ti impegni ad ascoltare, cercando di cavare il cosiddetto ragno dal buco, e alla fine della fiera tuttavia ti risulta più fruttuoso lasciarlo scorrere per quel che è, senza porti troppe domande. Con i Gallops, formazione gallese proveniente da Wrexham, è stato così, una volta deciso di approcciare “Yours Sincerely, Dr. Hardcore” ho dapprima iniziato a interrogarmi su cosa suonassero, dato che il miscuglio è ampio, con l’elettronica presenza costante, mentre la pressione dell’hardcore — che speravo di riscontrare vista la dedica nel titolo — è decisamente evanescente, per non dire assente ingiustificata.

Allora cos’è che propongono? Il termine usato per identificare il loro stile su Facebook è “Wolf-Step/Rainbow-Thrash”, delirante e totalmente senza senso, come del resto lo sono gli pseudonimi dei componenti del gruppo: Grum Kid Hacker, Up Animal Like Curve, Dear! A Vomit e Relaxedly Breathed Yaw. Ascoltando il trittico posto in apertura composto da “Astaroth”, “Jeff Leopard” e “Hongliday”, avremo a che fare con una band che offre un beat da trip con atmosfere dilatate nella prima, tratti ossessivi e cantilenanti dotati di melodie e fraseggi capaci d’incastrarsi in testa nella seconda, una lieve aggressività e un alone scuro che dona profondità e una strana vivacità alla composizione nella terza. E l’hardcore (di nuovo)? No, l’hardcore non c’è, è solo suggestione.

In effetti più si va avanti e più la tracklist sembra ingabbiarsi in uno scenario a metà fra il videogioco anni Ottanta e una scelta cinematografica retrospettiva, prendete “Lasers”, un pezzo che richiede di essere strafatti da quanto è acido, le partiture elettroniche sono da “mangiacervello”, ricordando le basi techno-progressive anni Novanta, comunque niente “tunz tunz tunz” inutili, una sorta di “sclero” chimico che si dipana sul finire tramite un’avanzata costante dei feedback di stampo noise. “G Is For A Jaile” invece spara in più direzioni, cambiando liberamente, mutando forma e percorso senza seguire regole precise in una sorta di lunga, contorta e seducente jam-session che evidenzia però quanto il quartetto sia in grado di adoperare la strumentazione in maniera professionale ed estrapolarne suoni e combinazioni in possesso di un discreto fascino tanto in ambito rock atmosferico quanto elettronico.

“Yours Sincerely, Dr. Hardcore” ha probabilmente quale unico difetto vero e proprio una durata troppo estesa, quasi un’ora di musica che vibra con assiduità, guardandosi troppo attorno, infatti potrebbe risultare non del tutto digeribilissima, è anche vero però che sarebbe un peccato dover saltare tracce quali “Rhythm Is A Misery”, “Skyworth” (il secondo capitolo più “nero” per ciò che concerne l’intensità emotiva) e la lunga “Crutches”. È quindi consigliabile provare a indorare la pillola, avvicinandosi un po’ per volta, sino a godersi il disco per intero; ridurlo a una mera compagnia di sottofondo limiterebbe comunque il piacere di addentrarsi in tale lavoro.

A chi consigliare l’ascolto dei Gallops? Bella domanda, è più semplice pensare a coloro che dovrebbero evitarlo, infatti se odiate i miscugli sonori eterogenei, se preferite avere con voi musica che mostri una prestanza più diretta e solitamente schivate in automatico qualsiasi cosa abbia collegata a sé termini come “math” e “post”, “Yours Sincerely, Dr.Hardcore” non farà sicuramente al caso vostro. I restanti invece avranno modo di tirare le somme e decidere se fare un tentativo o meno.