GASOLINE THRILL – Burn

GASOLINE THRILL – Burn

Informazioni
Gruppo: Gasoline Thrill
Titolo: Burn
Anno: 2012
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/GasolineThrillUk
Autore: Mourning

Tracklist
1. Let Me Down
2. Leeches
3. Walking On Steel
4. Enemy
5. Break
6. So Be It
7. Burn The Flame
8. The Pill
9. Afraid
10. Never Go Back
11. (Never Stop) Singing
12. Hayleen
13. Kill Me Again

DURATA: 42:54

Il monicker Gasoline Thrill raccoglie l’eredità delle Catfight (“Back Again”), la formazione in questione nasce infatti dalle ceneri della seconda con l’unica nota di colore riguardante il fatto che non si parla più di una all-female band dato che dietro le pelli troviamo adesso un uomo, Dave Guy.
È sempre Samara Kain, la carismatica leader e chitarrista del combo britannico, a spronare e prendere posizione con la sua voce poggiata su quella che è la versione più matura e centrata del progetto primorde. Abbiamo quindi ancora una miscela di rock che si tinge di grunge e punk assecondando i vari umori della chitarra di Marf Lewis e con Monica Nix e Dave pronti a fornire la base ritmica più adeguata. Il materiale contenuto in “Burn”, debutto ufficiale dei Gasoline Thrill, comprende in toto i brani antecedentemente contenuti in “Never Go Back Again” e su quelli avevo già espresso giudizio, la sostanza non è poi variata ma è stata affinata limitandone i difetti.

Preferisco quindi concentrarmi sui pezzi completamente nuovi che vedono presenti delle buone hit melodiche e dal ritornello facile che s’accattivano l’ascoltatore come “Burn The Flame” e “(Never Stop) Singing” che nel chorus e in qualche fraseggio ricorda i vecchi Offspring, una “So It Be” figlia del mood che ricopriva la piovosa Seattle, il singolo scelto per il video, “Afraid”, pezzo la cui carica punk seventies rimanda a gruppi come le Runaways di Joan Jett e Lita Ford e la ripescata “The Pill”, vecchio titolo ancorato al monicker Catfight dotata di una buona dose d’energia.
Tutte insieme fanno del platter una prestazione riuscita e che lima quegli aspetti che erano risultati carenti in passato.
Non è tutto rose e fiori, qualche giro è scontatello, il rimando ad altre realtà note è evidente in più di una singola circostanza e i cori sarebbero potuti essere più incisivi sopratutto in “Kill Me Again”, sottigliezze e dati che non mettono in discussione il deciso passo in avanti compiuto da ciò che sono oggi i Gasoline Thrill. Vi piace il rock al femminile? Avete goduto in passato dei lavori di band quali Runaways, L7, le Hole di Courtney Love (ancor più le Babies In Toyland molto più interessanti)? Allora non avrete problemi a trovare di vostro gradimento “Burn”, il rock’n’roll in un modo o nell’altro non muore mai.

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