Gerda - Gerda

GERDA – Gerda

Gruppo: Gerda
Titolo: Gerda
Anno: 2005
Ristampa: 2021
Provenienza: Italia
Etichetta: Shove Records / Sonatine Produzioni / Sangue Dischi / Wallace Records / Strane Dizioni
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TRACKLIST

  1. Pistello
  2. Nè Io Nè Noi
  3. Carne del Mondo
  4. Le Vacanze Di Monsieur
  5. Tutipampà
  6. Zedda
  7. La Cena De Babbo
DURATA: 21:23

Quando si parla di hardcore marchigiano — sì, le Marche hanno sempre avuto una discreta scena, basti pensare agli Affluente o ai furono Un Quarto Morto, solo per dire i primi due nomi che mi sono venuti in mente — non si può prescindere dal citare i Gerda. Il quartetto jesino è sulle scene sin dal lontano 1997 e in questi quasi ventincinque anni di attività ha sfornato cinque album in studio, oltre a diverse uscite minori. Il tutto senza alcun cambio di formazione.

La recente ristampa su vinile dell’omonimo disco di debutto, possibile grazie agli sforzi congiunti di diverse realtà DIY, ci permette di tornare al punto di partenza del percorso musicale dei Nostri e di apprezzarne meglio l’evoluzione, sublimata con la pubblicazione di Black Queer nel 2018.

Uscito originariamente nel 2005, Gerda è un lavoro eclettico, frutto dell’unione tra influenze diverse che, sommate insieme, hanno portato a un risultato tanto originale quanto esplosivo. La base su cui poggia il suono dei Gerda è un hardcore venato di noise in cui sono distinguibili contaminazioni post che rimandano ai Breach, formazione svedese a cui hanno sempre dichiarato di ispirarsi, ma anche la disperata furia primigenia della vecchia scuola. Su queste solide fondamenta i marchigiani hanno saputo inserire dissonanze, passaggi in cui riecheggiano Neurosis e Converge, ma anche sezioni incredibilmente melodiche, come il finale di “Carne Del Mondo” che, a mio avviso, potrebbe stare su un disco dei La Quiete. A completare l’opera, i testi introspettivi e mai banali, come dimostra la citazione di Heidegger in “Zedda”, che aprono all’esterno il proprio mondo interiore e il bagaglio di dubbi e fragilità che accompagnano tutti noi.

Gerda è senza ombra di dubbio un disco che ha lasciato il segno. Se al momento della sua uscita è stato salutato come un ottimo biglietto da visita, a sedici anni di distanza può essere giustamente considerato la pietra angolare su cui la formazione jesina ha edificato il proprio percorso. In soli 21 minuti contiene in nuce gli elementi sviluppati e rielaborati, talvolta in modo imprevedibile, nei lavori successivi. Un processo di costante crescita capace di dare un proprio carattere distintivo a ogni nuova uscita targata Gerda e forse è anche in questo che sta la grandezza del gruppo.