I Ghost Kommando infilano i Joy Division nel black metal

GHOST KOMMANDO – Paramount

Gruppo:Ghost Kommando
Titolo:Paramount
Anno:2012
Provenienza:Svizzera
Etichetta:Death Fiend Productions
Contatti:Blogspot
TRACKLIST

  1. The Ravages Of Time
  2. Paramount
  3. Blood And Smoke
  4. Baptized In Ashes
  5. Katharsis Till Death
  6. Spirits Move Mountains
  7. Persistence
  8. The Tower
DURATA:33:26

Da una costola dei defunti Bestial Torment spuntò qualche anno fa il progetto Ghost Kommando, incarnato dalle persone di Reverend Void (voci e testi) e Karnov (strumenti). Dopo qualche release minore, l’estate 2012 ha finalmente portato il debutto completo del duo, Paramount.

La proposta degli elvetici è piuttosto particolare: l’impostazione è quella di un black’n’roll lo-fi che più lo-fi non si può, marcio, sporchissimo e decisamente tradizionale: tutto piacevole e godibile, steccate e scordature comprese. Il vero punto di forza di questo debut, però, è il riuscire ad avvicinare il suddetto b’n’r al post-punk più malinconico. Mi spiego meglio, perdonatemi se la prendo alla lontana: nel 2007 un certo nasuto Francese ebbe l’intuizione di spostare il baricentro del suo progetto black metal verso lidi post-rock, con chitarre dolci come lecca lecca e spazi atmosferici grossi quanto un deserto. Da lì, è stato sufficiente qualche souvenir da un altro mondo per far esplodere tutto il filone blackgaze, come viene banalmente chiamato oggi. Bene, Paramount tenta la stessa formula, solo che anziché i My Bloody Valentine, ad essere chiamati in causa sono i Joy Division (“Spirits Move Mountains” a questo proposito è più che esplicativa). Ecco quindi melodie che sembrano scritte sul finire dei ’70, parti vocali in clean monocorde e ritmi mai eccessivamente accelerati.

Ora, per non essere frainteso, specifico subito che i Ghost Kommando non avranno mai e poi mai i risvolti commerciali e di pubblico ottenuti dal già citato Francese: non ne hanno e non ne vogliono avere la raffinatezza, anziché di primavere smeraldine e scaglie di luna Void e Karnov parlano di divinità stuprate, guerre, fine del mondo e via discorrendo. Ben lungi dall’essere un tentativo dalle mire di guadagno, Paramount è quindi un disco onesto, godibile e molto interessante, a patto di apprezzare la sporcizia in fase di registrazione, l’immaginario completamente ancorato al black metal e la bassa fedeltà in generale.

Fate i vostri conti, ma fateli in fretta, perché come da tradizione nelle etichette underground l’edizione è fortemente limitata, in questo caso trattasi di sole trecento copie.

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