GIACOMO CASTELLANO – Cutting Bridges V2.0 Remastered

GIACOMO CASTELLANO – Cutting Bridges V2.0 Remastered

 
Gruppo: Giacomo Castellano
Titolo:  Cutting Bridges V2.0 Remastered
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Red Cat Records
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TRACKLIST

  1. Gatztambide
  2. L.F.L.
  3. Music (Part One)
  4. The Dream Laying On My Bed
  5. Music (Part Two)
  6. Garbage
  7. Little Elves
  8. Bis As A Key
  9. Ariete
  10. Try To Save Yr Song
  11. Enviroments
  12. Cutting Bridges #1
DURATA: 01:01:38
 

Spesso e volentieri a supportare gli artisti pop — che tanti adorano e altrettanti odiano — ci sono dei musicisti validissimi e che provano a ritagliarsi un proprio spazio vitale che si spinga al di fuori del ruolo di esecutore-turnista per il grande nome: fra questi va sicuramente menzionata la figura di Giacomo Castellano. Il chitarrista fiorentino è noto per aver contribuito alla causa di Vasco, Gianna Nannini, Claudio Simonetti, Gianluca Grignani, Elisa e negli ultimi anni lo si è visto in giro con una delle promesse uscite da X-Factor, parlo di Noemi. Non è però di quel Castellano che scrivo, bensì dell'uomo che da vita alla propria arte. Col suo progetto solista pubblicò i brani composti fra il 1991 e il 2003 in "Cutting Bridges", primo disco uscito originariamente nel 2004 per la losangelina Muso Entertainment che oggi rivive nella veste 2.0 rimasterizzata, prodotta dall'etichetta nostrana Red Cat Records. In questa versione l'operato dietro al mixer è stato curato dallo stesso Castellano, mentre la masterizzazione è stata affidata alle cure di Tommy Bianchi nei White Sound Studio di Scandicci.

L'album è un po' come Arlecchino, una raccolta variopinta di tessuti musicali, la summa delle voglie e delle passioni del chitarrista, che si diletta alternando con sapienza e gusto generi su generi, mantenendo così la prestazione invitante all'orecchio. Non vi è infatti la presenza di elucubrazioni strumentali esagerate, la chitarra è al servizio dei pezzi e il Nostro si diverte nel renderla rock, blues e a tinte heavy in "Gatztambide" e "L.F.L." o a farla divenire un tutt'uno con le pulsioni jazz e boogie woogie che confluiscono in "Music Part One", caratterizzata tra le altre cose dal cantato in stile hip-hop di Dre Love e dalle splendide impronte lasciate dal sax di Aldevis Tibaldi e dalla tromba di Vladimiro Martini. Dopo tutto questo siamo solo all'inizio…

La scaletta regala più di una soddisfazione, le prime tre tracce servono a dare la sveglia, i toni diventano leggermente soffusi, carezzevoli, tuttavia neanche tanto, infatti "The Dream Laying On My Bed", canzone nella quale appare la bellissima voce di Rossella Ruini, pur rimanendo agganciata al filone popular, sfodera una classe e un'eleganza affini al jazz e quella minima dose di caparbietà rock che la rende degna delle migliori prove di Fiona Apple. Potrei dilungarmi e continuare l'analisi traccia per traccia, ma sarebbe davvero inutile

Una virata settantiana in stile Santana racchiusa in "Garbage", il ritorno dietro al microfono della Ruini nella pura atmosfera di "Little Elves", l'indurimento del suono in direzione metallica di "Ariete": ogni singolo episodio ha il suo perché e potrei aggiungere una menzione per il lavoro di squadra fondamentale per dare un corpo e molte anime al lavoro oppure per le pregevoli prestazioni di Stefano Allegra al contrabbasso e Simone Milli con l'hammond. Infine andrebbe citato il piacevole uso della componente elettronica mai invasiva, sottolineando al contempo come la parola "eccesso" non possa inserirsi all'interno della definizione di "Cutting Bridges".

Tutto ciò vi basterebbe? Personalmente, direi di no. L'unica risposta reale ve la darà la musica, quindi se amate le belle storie, quelle che possiedono il gusto del vissuto di chi le racconta, e la sperimentazione, non perdete l'occasione di trascorrere un po' del vostro tempo in compagnia di questo disco; nell'attesa — a quanto pare breve — che ci venga dato in pasto qualcosa di nuovo. Godetevelo.

 

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