GIULIO GARGHENTINI – Believe

 
Gruppo: Giulio Garghentini
Titolo:  Believe
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Tanzan Music
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TRACKLIST

  1. No Second Chance
  2. I Can'T Stand The Rain
  3. My Jesus
  4. Down The Line
  5. The Words That I Haven't Said
  6. Believe
  7. Rockstar
  8. Sweet Hard Fighter
  9. Love Is Dead
  10. So Beautiful
DURATA: 45:20
 

Chi segue Aristocrazia da tempo sa che il sottoscritto di frequente si prende delle pause dalle sonorità metal: sono brevi, ma spesso molte di queste lasciano il segno, facendo sì che i protagonisti degli ascolti che hanno guadagnato fiducia si ritrovino a girare nel lettore in varie circostanze e devo ammettere che l'etichetta nostrana Tanzan Music è stata molto utile in questi momenti. Ho condiviso in più occasioni il mio tempo con i dischi rilasciati sotto tale marchio e l'ultimo, solo in ordine di tempo, intitolato "Believe" e opera di Giulio Garghentini, non ha fatto eccezione.

L'artista in questione, noto nell'underground fra le tante cose per essere il cantante dei Dream Company, band tributo dei Bon Jovi, in questa sua prima avventura da solista è coadiuvato dal padrone di casa Tanzan Mario Percudani come chitarrista-cantante (è sua la voce in "The Words That I Haven't Said", oltre a condividere il ruolo di uomo dietro al mixer con Daniele Mandelli), da Paolo Apollo Negri alle tastiere e dalla sezione ritmica composta da Gianni Grecchi e Paolo Botteschi, rispettivamente al basso e alla batteria. Si tratta quindi di una squadra di musicisti versatili e rodatissimi, la cui unione ci consegna un disco di gran classe, ma capace d'invogliare all'ascolto anche coloro i quali non sono proprio amanti delle sonorità più rock.

Il gusto legato ai suoni e alle voglie del panorama settantiano e ottantiano viene coniugato in modo da tirare fuori una serie di hit riconoscibili ciascuna per una caratteristica propria: troviamo l'hard rock diretto e verace di "No Second Chance"; quello più coinvolgente e finemente elaborato di "Down The Line", dove è davvero esaltante la collaborazione fra Percudani e Negri; lo spirito vintage predomina in "Love Is Dead", mentre emergono sensazioni più leggere e rilassate, vagamente popular (nell'accezione più gratificante che si possa conferire a tale termine), in "The Words That I Haven't Said" e "Rockstar"; infine ovviamente non potevano essere assenti frangenti più intimi dell'animo artistico del Garghentini, che infondono emozioni a tutto tondo nella pienamente riuscita "My Jesus" e nella conclusiva "So Beautiful" (canzone nella quale probabilmente un ritornello meno soft rispetto al corpo del pezzo avrebbe offerto un passo ancor più affascinante).

"Believe" è la rappresentazione tramite voce e note di ciò che per Giulio Garghentini significa essere un artista e raffigura al meglio la passione e le fonti da cui trae spunto e che sinora ne hanno alimentato il cammino; è un disco capace di turbare dolcemente e del quale vi consiglio l'acquisto.

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