Il death metal melodico dal carattere fantasy dei Gjöll

GJÖLL – Residual

Gruppo:Gjöll
Titolo:Residual
Anno:2019
Provenienza:Giappone
Etichetta:WormHoleDeath
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TRACKLIST

  1. Residual
  2. Ragnarøkkr Lovers
  3. Secret Shame
  4. Grudge Stains
  5. [senza titolo] [traccia fantasma]
  6. Ragnarøkkr Lovers [versione alternativa, traccia fantasma]
  7. Residual [versione alternativa, traccia fantasma]
  8. Grudge Stains [versione alternativa, traccia fantasma]
  9. Ragnarøkkr Lovers [versione alternativa, traccia fantasma]
  10. Residual [versione alternativa, traccia fantasma]
  11. Grudge Stains [versione alternativa, traccia fantasma]
  12. Ragnarøkkr Lovers [versione alternativa, traccia fantasma]
  13. Ragnarøkkr Lovers [versione pianoforte, traccia bonus]
DURATA:01:06:06

Nonostante il loro nome derivi dalla mitologia norrena, i Gjöll sono una band del Paese del Sol Levante dalla formazione molto numeroso e variegata. Residual è il secondo EP del gruppo e ne mette in mostra tanto i pregi, quanto i difetti, fortunatamente riuscendo a dare più rilevanza ai primi.

L’album è formalmente composto da quattro brani in cui i Gjöll partono da una base fatta di death metal melodico per poi arricchire il tutto con forti sentori fantasy, ottenuti con l’ampio uso di elementi non strettamente metallici quali viola, violino, arpa e tastiere che prendono la forma — tra le altre — di un organo da chiesa e di un pianoforte; la forte presenza delle due voci femminili contribuisce poi a dare all’opera un’atmosfera fiabesca particolarmente evidente in “Secret Shame”. Il quarto d’ora di musica proposto dalla band nipponica è decisamente gradevole — al netto di qualche problematica perdonabile a una realtà emergente — e soddisfa soprattutto dal punto di vista compositivo, grazie agli interessanti intrecci tra i vari strumenti, all’alternanza ben sfruttata tra scream e voci pulite e alla capacità di gestire anche le fasi più aggressive senza risentirne in termini di atmosfera.

Dicevo che Residual è solo formalmente costituito da quattro tracce, poiché nella versione fisica, dopo quasi venti minuti di silenzio assoluto, saltano fuori versioni alternative degli stessi brani che ci si ritrova ad ascoltare più e più volte con lievi differenze nell’ambito del missaggio, il che ci porta a uno dei principali difetti dell’opera: sebbene alcune di queste riproposizioni presentino qualche miglioria qua e là, nel complesso il lavoro di produzione è decisamente migliorabile, specialmente per quanto riguarda il suono delle chitarre, spesso indebolito sia dal basso che dal comparto vocale. L’altro problema, tristemente comune a molte realtà, è quello della batteria elettronica a cui troppe volte mancano dinamiche che avrebbero consentito alle canzoni di avere una marcia in più.

Tutto sommato, comunque, Residual è un EP che supera ampiamente la sufficienza e rende chiaro che i Gjöll hanno tutte le carte in regola per poter diventare un’ottima realtà. Il talento del gruppo è ulteriormente confermato dall’ultimissima traccia bonus, ovvero una versione interamente al pianoforte di “Ragnarøkkr Lovers”, bella quanto l’originale.

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