GLASS MIND – Dodecaedro

 
Gruppo: Glass Mind
Titolo: Dodecaedro
Anno: 2017
Provenienza: Messico
Etichetta: Rockshots Music
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TRACKLIST

  1. Babel
  2. Caliente
  3. Fu
  4. Húmedo
  5. Inside The Whale
  6. Frio
  7. Detritus
  8. Seco
  9. Dodecaedro
DURATA: 39:19
 

Che i Glass Mind abbiano un certo gusto estetico lo si nota subito dalla confezione di "Dodecaedro", la loro ultima fatica. E, in tutta onestà, ammetto che mi è bastato vedere la copertina per convincermi a parlare di questi musicisti Messicani che, con mia grande sorpresa, offrono un progressive metal un po' più corposo rispetto agli altri dischi strumentali che ho recensito finora. Il quartetto propone, infatti, una composizione estremamente articolata dei propri brani, rompendo ogni concetto di struttura e alternando arpeggi, tapping e down tempo come in un grande minestrone gustoso.

Il risultato ottenuto non è spiacevole, anzi, l'idea di alternare i brani veri e propri a intermezzi totalmente differenti da poco più di un minuto — dal simil-jazz all'ipnotico — aiuta perfino a digerire meglio il tutto, ma farete molta fatica a lasciarvi catturare da una particolare melodia. Che si tratti della traccia che dà il titolo al disco o della più lineare "Inside The Whale", l'alternanza delle canzoni dal tema elementale vi sbatterà da una parte all'altra, lasciandovi piuttosto confusi alla fine dell'ascolto. Anche perché i quattro tipacci di Città del Messico sono abbastanza preparati da voler evitare inutili virtuosismi o tecnicismi folli, lasciando più a riff sostenuti e momentanei stacchi melodici (come in "Detritus", forse il brano dove la chitarra solista ha più spazio) il piacere di narrare la propria musica. E in certi momenti questa sembra davvero esplodere, prendere forma per poi rimodellarsi (come in "Fu"), come se non volesse essere colta o racchiusa in una determinata configurazione.

"Dodecaedro" è un disco sicuramente difficile da digerire, ma non per questo brutto. A dirla tutta, c'è dell'affascinante nel difficile da cogliere, così come nel misticismo della copertina che tanto mi ha catturato. Se cercate un disco di progressive metal senza peli sulla lingua, ma non per questo pieno di sé, allora siete sulla strada giusta. Questo quartetto messicano di certo sa cosa vuole suonare e lo realizza con tutti i crismi.

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