GLEEMEN – Oltre… Lontano, Lontano

 
Gruppo: Gleemen
Titolo:  Oltre… Lontano, Lontano
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. Anima Di Gomma
  2. La Grande Carovana
  3. Canzone Dei Cuori Semplici
  4. Skizoid Blues
  5. Il Venditore Di Palloni
  6. In Una Stanza
  7. Stelle Di Vetro
  8. Nel Mio Cortile
  9. Solo Amore
  10. Oltre… Lontano, Lontano
DURATA: 60:00
 

"Signori, oggi analizzeremo il nuovo disco dei Gleemen!". Silenzio stranito nell'aula heavy metal. "…Garybaldi, dice nulla?". Ecco arrivare i primi sorrisi d'intesa, perché tra i metallari c'è sempre l'appassionato di progressive rock e i Garybaldi, dei quali i Gleemen furono l'embrione, un posticino nella storia del rock progressivo italiano se lo sono conquistato, anche solo per la famosa copertina apribile dell'album "Nuda", disegnata per loro da Guido Crepax.

Quando i Gleemen incisero il loro unico e omonimo LP, si era nella Genova carica di fermenti culturali post Sessantotto, e il cosiddetto progressive rock, di matrice inglese, era ancora lì da venire. Il disco, carico di inventiva naïf apprezzabile ancora oggi per estro e genuinità, era la fotografia di un'Italia rock in subbuglio, dominata dal pop e dal beat e particolarmente ricettiva verso le continue novità della scena musicale anglosassone, tanto che tuttora è difficile stabilire se il vento abbia portato in suolo italico la melodia struggente di "Epitaph" dei King Crimson, così simile a quella di "Applausi" dei Camaleonti, o se sia successo il contrario. Le note di "Gleemen" erano intrise di tarda psichedelia, ingenuità hippie e, soprattutto, erano marchiate a fuoco dagli incendiari accordi blues del chitarrista Pier Niccolò "Bambi" Fossati, musicista estroverso che aveva saputo cogliere così bene l'essenza del blues rock elettrificato d'oltremanica da essersi guadagnato la nomea di Hendrix italiano.

A distanza di ben trentatré anni i Gleemen, con formazione rinnovata ma assistiti da tutti i membri fondatori e da uno stuolo di giovani musicisti, decidono di aggiungere una nuova tappa al viaggio della band. Il nuovo disco, pubblicato e fortemente voluto da Black Widow Records nel 2013, non poteva che essere un omaggio alla proprie radici sonore e culturali. I rimandi all'opera del 1970 sono molti, addirittura compare in copertina il "mostro mangia-cultura" di Boshiana memoria che già infestava il primo vinile. Torna l'ossatura blues rock dei brani, e rimangono le fioriture psichedeliche a caratterizzare partiture dall'impianto molto classico, come i guizzi di violino sul bel blues onirico di "Anima Di Gomma" o le rifrazioni hard rock di "La Grande Carovana", con tanto di organo Hammond indemoniato.

"Oltre… Lontano, Lontano" si presenta dunque come una cartolina da un'epoca lontana, non più certamente istantanea della contemporaneità come il suo predecessore. Come tale, l'album si porta appresso strascichi di certa cultura rock, come le fanciullesche liriche di stampo hippie, che oggi cozzano duramente contro una realtà ben diversa da quella a cavallo tra anni Sessanta e Settanta. D'altro canto, i Gleemen custodiscono ancora nel proprio suono il vero lascito del rock per la contemporaneità: l'elettricità. Quella cruda, deragliante e impetuosa che sgorga come un fiume in piena dalla chitarra di Fossati nei due brani più amari e senza tempo del disco, "Skizoid Blues" e "In Una Stanza", incisi da una formazione triangolare asciutta e affilata. Tenendo conto di quanto risulti ormai appannata e innocua la nota elettrica, crepitante ed indomabile, in tanti dischi rock e metal di oggidì, è facile trovare una chiave di lettura universale anche all'interno di un disco volutamente passatista di nicchia come questo. E perciò vale la pena parlarne qui, gentile pubblico presente nell'aula heavy metal.

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