Glen - Pull!

GLEN – Pull!

Gruppo: Glen
Titolo: Pull!
Anno: 2021
Provenienza: Germania
Etichetta: Anesthetize
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TRACKLIST

  1. Lecture
  2. Korinth
  3. Ahab
  4. Davos
DURATA: 40:31

Il progetto Glen si fonda sulle figure di Eleni Ampelakiotou (polistrumentista e regista) e di Wilhelm Stegmeier (anche lui polistrumentista e attivo come compositore per il cinema), che col loro secondo disco intitolato Pull! ci regalano un’opera rock strumentale dallo spiccato valore narrativo. Nonostante la totale assenza di parole nelle quattro tracce della scaletta, l’ascoltatore viene trasportato in un mondo nel quale l’elemento dominante è l’acqua. Alcuni titoli come “Ahab” e le illustrazioni che decorano la versione fisica del disco suggeriscono che molti dei protagonisti di questi viaggi immaginari sono entità legate alle profondità abissali e alla schiuma delle onde, in particolare i grandi cetacei di cui ci narrano Jeremiah Reynolds e Herman Melville.

Sin dalla prima traccia “Lecture” veniamo trasportati in una distesa marina attraversata da una corrente calda e avvolgente, da riff cristallini che si alternano in modo placido e lineare, intrecciandosi in un crescendo impetuoso, sorretti da una struttura ritmica ridondante e ipnotica. Nonostante la pulizia dei suoni e una andatura scevra di esplosioni e stravolgimenti, non sono assenti brevi stralci compositivi in cui le atmosfere si fanno più lisergiche e tenaci, grazie alle distorsioni più marcate; come sul finale della traccia, in cui si sentono dei lontani echi no wave.

La successiva “Korinth” commemora l’ostruzione del canale di Corinto da parte dei tedeschi durante la loro ritirata in Grecia nel 1944 e la sua successiva ricostruzione, facendo riemergere la vena post rock del gruppo, con sonorità esotiche e dai sentori ancestrali: dalle percussioni tribaleggianti e colme di pathos sino ai suoni degli strumenti a corda, passando per i sintetizzatori che echeggiano nel sottofondo, introducendo con maestria il crescendo finale. Ancora una volta, quando la canzone si avvicina allo zenit, emerge in modo deciso quella vena sperimentale che caratterizza lo stile dei Glen: nel momento in cui il brano sembra andare verso il suo naturale esaurimento, ecco che la struttura compositiva si fa molto più intricata, con nuovi intrecci e cambi di ritmo esaltanti.

Unendo uno spirito fatto di improvvisazione e intuizione con una scrittura cristallina e lineare, brani come “Ahab” si trasformano in veri e propri sogni ad occhi aperti. Da un semplice spunto, in questo caso il nome del famoso personaggio di Melville, ecco che subito prende forma di fronte all’ascoltatore il Pequod pronto a salpare alle prime luci del mattino, annunciato da arpeggi che suonano come rintocchi di campane scosse da un vento di sintetizzatori; una corrente apparentemente regolare e che, tempo pochi minuti, sospinge la canzone su lidi molto più movimentati. La caccia ha inizio, gli arpioni iniziano a sibilare, il mare rimbomba di una batteria in costante ascesa e viene sferzato dagli spasmodici riff della chitarra che dipingono la caccia disperata alla Balena Bianca, la sua ira distruttrice e, infine, la sua fuga nelle profondità abissali.

Con la conclusiva “Davos”, che seppur piacevole è forse la meno originale del disco, i Glen terminano il loro racconto dalle tinte salmastre, confezionando un disco che nella sua semplicità e schiettezza tecnica nasconde una intricata mappa di luoghi immaginari. Che sia quello del porto di Nantucket o del canale di Corinto, è il mare che ispira l’idea di musica che si cela dietro Pull!, un rock strumentale cadenzato come una marea, in cui numerose correnti si insinuano e si confondono tra loro: dissonanze, loop e scintille sperimentali tenute insieme da un’attitudine fedele al rock più tradizionale.