GLOOMY GRIM – The Age Of Aquarius

GLOOMY GRIM – The Age Of Aquarius

 
Gruppo: Gloomy Grim
Titolo: The Age Of Aquarius
Anno: 2016
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Satanath Records / MurdHer Records
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TRACKLIST

  1. The Rise Of The Great Beast
  2. Germination
  3. A Lady In White
  4. Beyond The Hate
  5. One Night I Heard A Scream
  6. The Shameful Kiss
  7. The Mist
  8. Time
  9. Light Of Lucifer Shine On Me
  10. Trapped In Eternal Darkness
DURATA: 44:18
 

La mia adolescenza è stata letteralmente inondata di Black Metal sinfonico: la passione in costante crescita per questo particolare stile mi portò a scoprire diverse band, alcune buone e altre meno. Tra i vari nomi ricordo di aver incrociato quello dei finlandesi Gloomy Grim; ai tempi non mi colpirono granchè, tuttavia ho pensato che avere la possibilità di recensire il loro nuovo lavoro potrebbe essere un buon modo per rivalutarli.

"The Age Of Aquarius" arriva a ben otto anni di distanza dal precedente "Under The Spell Of The Unlight" e ci presenta una realtà legata a quanto prodotto in passato, seppur con qualche variazione degna di nota. Il Black Metal cadenzato, melodico e adornato di tastiere è ancora il cuore pulsante della musica, eppure possiamo notare una maggiore aggressività in diversi frangenti, ad esempio in "Beyond The Hate"; le tastiere risultano inoltre meno invadenti, più legate al resto della strumentazione senza per forza ergersi a protagoniste e lasciando quindi il giusto spazio alle chitarre. Anche le ritmiche — pur rimanendo solitamente legate ai tempi medi — seguono questa tendenza, inserendo addirittura un blast beat in "The Rise Of The Great Beast".

Ciò che non sono mai riuscito a digerire dei Gloomy Grim è la pacchianità del sound, difetto che per quanto appena detto viene decisamente ridimensionato, rendendo così la musica molto più godibile; le atmosfere horror riescono finalmente a essere più convincenti, merito anche del salto di qualità nei suoni e nella produzione, come esplicato in "Time" e "Light Of Lucifer Shine On Me". I miglioramenti sono udibili anche nella voce del leader Agathon, il cui scream decisamente più demoniaco rispetto al passato viene talvolta alternato a un discreto growl.

La band cerca di aggiungere qualche diversificazione qua e là, poche a dirla tutta, ma per la maggior parte ben inserite: il passaggio di chitarra acustica di "A Lady In White" è assolutamente uno dei momenti più alti del disco e allo stesso modo colpiscono le influenze Prog di "The Shameful Kiss", brano che presenta inoltre un ottimo assolo; leggermente meno riuscita la conclusione interamente in pianoforte di "Trapped In Eternal Darkness", non tanto per il pezzo in sé — tutto sommato piacevole — quanto per la sua non completa aderenza al contesto dell'album.

Ciò che si può contestare ai Gloomy Grim è di essersi accontentati di un lavoro di poco sopra la sufficienza, quando da una realtà in giro da più di venti anni e con sei album all'attivo ci si potrebbe aspettare qualcosa di più; d'altro canto il gruppo è sempre rimasto pressoché fedele alle proprie sonorità e non sembra avere intenzione di cambiare direzione, il che lo fa rientrare in quella categoria di band che bisogna accettare per come sono, altrimenti conviene spostare l'attenzione su altro. In definitiva "The Age Of Aquarius" ha sicuramente migliorato la mia opinione sui Gloomy Grim: un disco gradevole, lontano dall'essere un capolavoro ma perfettamente in grado di farsi ascoltare.

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