Gloosh - Sylvan Coven | Aristocrazia Webzine

GLOOSH – Sylvan Coven

Gruppo: Gloosh
Titolo: Sylvan Coven
Anno: 2021
Provenienza: Russia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Swampsong
  2. Woodland Waltz
  3. Hexenring
  4. Incantation
  5. The Mist of Sleep
  6. Hyakki Yagyō
DURATA: 47:38

A un anno e mezzo di distanza dal valido Timewheel torna Gloosh, il progetto personale a tinte atmosferiche di George Gabrielyan. Il musicista siberiano si è dato parecchio da fare in tempi di pandemia, pubblicando nel solo 2020 il suddetto Timewheel, l’EP The River e un nuovo album per i suoi Eoront, e già a fine 2021 ha dato alle stampe questo Sylvan Coven, un altro inno alla natura dalle forti riminiscenze cascadian e ucraine allo stesso tempo.

Gloosh non fa mistero dei propri punti di riferimento, e lo stesso Gabrielyan cita come principali influenze del progetto Drudkh, Wolves In The Throne Room, Forteresse, Aeternus e Blut Aus Nord, che insieme fanno un vero e proprio compendio di come si scrive del buon black metal atmosferico. Da questo punto di vista, Sylvan Coven non lascia troppo spazio alle sorprese, ma bilancia ampiamente regalando un’ottima esperienza. Il concept alle spalle dell’album è già visto e rivisto: un viandante entra in una foresta e si ritrova suo malgrado ad avere a che fare con le creature magiche che la abitano. Nessuna di queste è particolarmente amichevole, e dopo questa esperienza il Nostro probabilmente non vorrà sentir parlare di boschi per un pezzo.

Partendo da un’idea semplice e diretta, Gabrielyan costruisce una narrazione musicale inappuntabile. Ottimi riff, ottimi spunti melodici, ma anche qualche variazione qua e là per tenere sempre alta l’attenzione: una voce femminile (la strega in ”Hexenring”), riff più granitici e scandinavi (quando in “Incantation” si risvegliano le creature più antiche) e qualche momento post-black quando cala la nebbia (“The Mist Of Sleep”). In Sylvan Coven musica e testi si sposano alla perfezione, in un connubio, è proprio il caso di dirlo, assolutamente organico e naturale.

In una recente intervista Gabrielyan ha dichiarato espressamente di non essere interessato all’innovazione, alle novità, ma soltanto a creare musica il più sincera e onesta possibile. Il suo desiderio è di raccontare la propria fascinazione per la natura, di preservare all’interno di Gloosh quel timore primordiale nei confronti del mondo che ci circonda. Per farlo, ha cercato di dare una lettura trasversale ad alcune delle innumerevoli leggende dei boschi, indipendentemente dalla loro originale provenienza. Senza fronzoli, senza velleità. Obiettivo centrato in pieno.