GODLESS ENTHROPIA – Tetracyclic Dominion

Gruppo: Godless Enthropia
Titolo: Tetracyclic Dominion
Anno: 2018
Provenienza: Italia
Etichetta: Symbol Of Domination
Contatti: Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Al-Qalyah
  2. Mother Of Cain
  3. Into The Asylum
  4. Witch Burning Princess
  5. Unpredictable Dementia (Mechanical Disease)
  6. Erase, Delete, Annihilate
  7. Dysphemic Phænomenons
  8. Third Eye, Cauterized
  9. Solecism I
  10. Cause Of Disease (Sprouts Of New Hate)
  11. Palace Of Fornication
  12. Adynaton
  13. Solecism II
  14. The Heights Of Eidos (Mother Of Cain Part II)
DURATA: 59:30

Un disco come Tetracyclic Dominion chiede molto all’ascoltatore, una caratteristica che va presa in considerazione al di là del valore intrinseco della musica proposta dai Godless Enthropia. Questo perché bisogna essere in grado di dedicare la giusta attenzione alle quattordici tracce di death metal schizofrenico racchiuse in un debutto molto ambizioso.

L’album può risultare estenuante, se non avete la presenza di spirito per sopportarlo. Se al contrario invece siete abbastanza fortunati da provare piacere nel farvi travolgere dalla furia progressiva messa sul piatto dalla band, sappiate che vi ritroverete di sicuro a riascoltarlo una seconda volta, poi una terza e via dicendo, finché non ne scoprirete tutti i dettagli.

Il perché è semplice: anche se i Godless Enthropia ci propongono musica impegnativa, la loro idea di inglobare la potenza del death metal vecchio stile in un contesto che vira al progressive, tenendo sempre d’occhio la cattiveria, è espressa con una tale fierezza da lasciare senza parole. Durante l’ascolto siamo colpiti da brani che si susseguono tra il rapido vorticare furioso di “Mother Of Cain” e “Third Eye, Cauterized”, le parentesi più tecniche come “Erase, Delete, Annihilate” e momenti di calma apparente, quasi ballate, come “Solecism I”, incastrando il tutto in una scaletta che conosce pochi momenti di pausa, come l’intermezzo di pianoforte di “Dysphemic Phænomenons”.

La follia dei Godless Enthropia è controllata, un martellamento disumano con frequenti cambi di tempo che lascia interdetti, messo in pratica da una band che sa cosa sta facendo. Le influenze sono tantissime, ma l’unica che mi sento di segnalare in quanto più evidente delle altre è quella dei Gorguts, con particolare riguardo verso la prima parte della carriera, fino al loro capolavoro Obscura.

Come ho detto, credo che Tetracyclic Dominion sia lontano dall’essere perfetto, complice qualche sparuta lungaggine qua e là. Stento tuttavia a fargliene una colpa, dato che non deve essere stato facile concepire musica ad altissimo tasso di difficoltà, cercando di mantenere nella propria formula una certa dose di impatto diretto.

Tetracyclic Dominion è un disco da scoprire, che non potete mettere sul lettore una volta e pretendere di capire. Se gli darete una possibilità, rimarrà con voi per molto tempo.

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