GODLESS RISING – Trumpet Of Triumph

GODLESS RISING – Trumpet Of Triumph

 
Gruppo: Godless Rising
Titolo:  Trumpet Of Triumph
Anno: 2010
Provenienza:   Stati Uniti
Etichetta: Moribund Records
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TRACKLIST

  1. Where Is Your God
  2. Ungodly Incantations
  3. Damnation Of Angelic Souls
  4. Devour The Cross
  5. An Eternity In Hell
  6. Christ Cadaver
  7. Through The Flames Of Rage
  8. Trumpets of Triumph
  9. We Are Legion
  10. Dante's Inferno (Burn The Flock)
  11. Warlords Of Darkness
DURATA: 44:29
 

Ci sono stati due motivi che mi spinsero a scrivere una recensione su questo disco. Li cito in senso cronologico; primo, la copertina di Chris Moyen è troppo bella e, secondo, l'origliata in stream mi spazzò letteralmente via le orecchie. Non ci pensai due volte a caricare questi undici pezzi sul mio Ipod. Dopo qualche ascoltata durante il tragitto lavorativo, trovai finalmente il tempo per informarmi un poco sul gruppo. Fui poco sorpreso ad apprendere che è originario di New York. Un sospetto lo avevo già, considerata la struttura dei pezzi, ma chi può essere ancora sicuro del fatto suo, oggi? Il collegamento con i Vital Remains m'interessò di più. Questo gruppo, infatti, non mi lasciò mai un ricordo permanente e mi deluse a ogni ascolto. I Godless Rising, invece, si avvicinano con la loro musica molto di più alle tonalità che mi lasciano aumentare il battito del polso.

La formazione, fondata nel 2005, ha all’attivo tre dischi e presenta una lunga lista di sostituzioni di personale. Non so dirvi purtroppo perché cambiano i musicisti come altri i calzini. Sicuro è che la musica non ne soffre.

Il primo pezzo, "Where Is Your God Now", è relativamente debole, paragonato al resto. L'orecchio allenato riconosce immediatamente influenze black molto pronunciate di stampo, secondo me, scandinavo. La voce copre un ventaglio di timbri che differiscono dal death, dando così parecchia personalità alle canzoni. I membri dei Godless Rising sanno come fondere nel crogiuolo metallico riff death con passaggi black, tocchi di thrash e soli melodici. La melodia è dosata in modo che le canzoni non diano mai la sensazione di scivolare nel kitsch. Tutti questi musicisti sanno il fatto loro e sfornano pezzi relativamente complessi che però non portano l'ascoltatore a perdere il filo durante l’ascolto. È quasi inutile dire che i ragazzi dei Godless Rising conoscono i loro strumenti a menadito e ne sfruttano ogni angolo.

"Trumpet Of Triumph" non sarà innovativo o particolarmente rinfrescante per la scena metal ma offre al metallaro amante della buona musica un bel disco, disco che diverte. Se il gruppo riesce a presentare anche in concerto i pezzi in maniera degna della loro qualità, sudore e mal di collo sono garantiti.

Una pecca che credo sia importante citare è la produzione. Sono sicuro che nel 2010 sia possibile ottenere un suono più corposo.

Ascoltate, scuotete la testa e godete!

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