Godspeed You! Black Emperor - G_d's Pee At State's End!

GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR – G_d’s Pee At State’s End!

Gruppo:Godspeed You! Black Emperor
Titolo:G_d’s Pee At State’s End!
Anno:2021
Provenienza:Canada
Etichetta:Constellation Records
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TRACKLIST

  1. A Military Alphabet (five eyes all blind) (4521.0kHz 6730.0kHz 4109.09kHz) / Job’s Lament / First of the Last Glaciers / where we break how we shine (ROCKETS FOR MARY)
  2. Fire At Static Valley
  3. “GOVERNMENT CAME” (9980.0kHz 3617.1kHz 4521.0 kHz) / Cliffs Gaze / cliffs’ gaze at empty waters’ rise / ASHES TO SEA or NEARER TO THEE
  4. OUR SIDE HAS TO WIN (for D.H.)
DURATA:52:38
 

Il collettivo Godspeed You! Black Emperor (GY!BE) imperversa ormai da oltre vent’anni in lungo e in largo nella scena sperimentale canadese (e non solo), con grande attesa ogni tot anni per il nuovo lavoro di turno; non poteva andare diversamente per G_d’s Pee At State’s End!. Nel corso del tempo, il messaggio di Menuck, Moya, Trudeau e compagnia si è fatto sempre meno criptico e più diretto, fino alle richieste contenute nel precedente Luciferian Towers, a partire dalla fine delle invasioni militari all’estero e dal riconoscimento del diritto alla salute, alla casa, al cibo e all’acqua come inalienabili per tutti gli umani.

Insomma, conosciamo i GY!BE e bene o male potevamo immaginare cosa aspettarci dal disco successivo — scritto in tour e registrato in piena emergenza COVID-19 — almeno per quanto riguarda la parte concettuale. Il testo che accompagna G_d’s Pee At State’s End! è ancora più esplicito: nella crisi sanitaria, climatica e militare globale, il disco non è una semplice «attesa della fine», bensì dell’inizio. La richiesta di «porre fine alle guerre infinite e tutte le altre forme di imperialismo» risuona in maniera particolare mentre scrivo, con l’ennesima aggressione israeliana nei confronti del popolo palestinese. I GY!BE chiudono con l’augurio di rivedersi presto dal vivo, una volta che la pandemia sarà contenuta.

Il piscio di D_o alla fine dello stato!

Ed eccoci al disco vero e proprio, diviso in due suite principali da una ventina di minuti ciascuna, con un intermezzo e una sorta di outro intorno ai sei minuti. Per comodità, di solito si parla dello stile dei GY!BE come post-rock ed è una definizione tutto sommato comprensibile, eppure negli scenari sonori evocati dalla band di Montréal c’è anche tanto altro, difficile da spiegare con le parole. Una costante tensione tra apocalisse e trasformazione, tra fine e inizio, delineata ora con piglio ambient, ora quasi drone; violini, chitarre, organi, qualunque strumento possibile è parte necessaria e cruciale di un organismo comunitario, in perfetto spirito anarchico.

Le danze iniziano subito tirando in ballo i Five Eyes (l’alleanza per lo spionaggio tra Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti), sempre assolutamente solerti quando si tratta di esportare democrazia a suon di bombe e sanzioni in giro per il Sud del mondo, ma inesorabilmente ciechi quando si tratta di guardarsi allo specchio. Si passa poi allo scioglimento dei ghiacciai, alla sudditanza dei governi nei confronti dei grandi capitali, ce n’è praticamente per tutti.

Il marchio di fabbrica dei GY!BE è assolutamente riconoscibile e non ci sono grosse rivoluzioni in termini musicali rispetto alla grande qualità a cui ci hanno abituato nel corso dei decenni. Come da tradizione, le due suite principali di G_d’s Pee At State’s End! sono costruite su temi centrali e ricorrenti, che spuntano e riemergono in un susseguirsi di crescendo e sezioni di calma apparente.

Abbiamo visto membri dei GY!BE collaborare con decine di progetti (vengono in mente Big | Brave e Rebecca Foon, di recente) e influenzarne ancora di più (anche nel metal, tra cui gli Agalloch e i nostrani SVNTH), esplorare svariati meandri dell’universo musicale e umano. Eccoci ancora qui alla fine della loro ultima fatica, a fare del nostro meglio per far sì che «la nostra parte vinca», fino a quando non ci sarà più bisogno di stati.

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