Un tuffo nel sacro abisso di Golden Heir Sun

GOLDEN HEIR SUN – Holy The Abyss

Gruppo:Golden Heir Sun
Titolo:Holy The Abyss
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Karma Conspiracy Records / Toten Schwan Records / La Speranza Records
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TRACKLIST

  1. Holy The Abyss
DURATA:20:22

Un disco drone, monotraccia, venti minuti di durata. Il debutto di Golden Heir Sun è decisamente pane per i nostri denti: frutto dell’iniziativa personale di Matteo Baldi, chitarrista dei veronesi Wows, grazie a uno sforzo collettivo il progetto giunge con Holy The Abyss al debutto vero e proprio dopo The Deepest, singolo che lo scorso luglio ha dato un po’ l’idea di quelle che sarebbero state le sue connotazioni.

Golden Heir Sun si manifesta come un’estensione del lato più riflessivo del sestetto post-metal, proponendo una sorta di drone che si evolve man mano che si va avanti con l’ascolto: un concept che mira a rivelare, in maniera attualissima, l’impotenza nei confronti degli eventi naturali e come sia necessario raggiungere gli abissi più profondi prima di prenderne coscienza e risalire. Non a caso la struttura di Holy The Abyss riflette questa discesa e successiva risalita morale con sonorità che da una semplice melodia immersa in atmosfere oniriche, su cui si innesta un mantra che mette a nudo l’uomo di fronte alla natura, maturano in strutture stratificate, nelle quali chitarre iper-sature e urla strazianti raggiungono un culmine emotivo prima di spegnersi e ricondurci in superficie: questa volta, però, con un retrogusto più positivo, in pace con se stessi e il mondo che ci circonda.

Non c’è molto altro da dire su Holy The Abyss, se non che, nonostante l’obiettivo del lavoro possa definirsi centrato, al termine del brano l’ascoltatore potrebbe ritrovarsi con un bel punto interrogativo che campeggia nella sua testa, insieme a un vago sentore di incompiutezza. D’altro canto, a bilanciare ciò c’è la natura stessa del progetto, ovvero un canale parallelo per Baldi da cui è lecito aspettarsi materiale più intimo e centellinato. Le idee ci sono e sono pure ben arrangiate, chissà che in futuro non arrivi qualcosa di più sostanzioso da Golden Heir Sun.

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